Scoperta antica fornace a Palazzo Massari: il primo ritrovamento di questo tipo dal cantiere post sisma.

I lavori post sisma a palazzo Massari svelano un’antica fornace per la produzione di mattoni, la prima di questo tipo mai scoperta a Ferrara, e un antico ‘scarico’ di ceramiche del settecento. Approfondimenti sulla datazione sono in corso, ma dai primi rilievi la fornace pare riconducibile all’epoca estense.

L’antica struttura misura cinque metri di larghezza per sette di lunghezza, è ben conservata (nella porzione relativa al piano di cottura), e mantiene anche alcuni mattoni internamente, fanno sapere gli archeologi, coordinati dalla dottoressa Chiara Guarnieri. Il ritrovamento è avvenuto nei giorni scorsi nel punto di ‘confine’ tra palazzo Massari e l’adiacente palazzina Cavalieri di Malta.

L’antica fornace è stata sondata dai professionisti, sempre col coordinamento della Soprintendenza, è quindi stata approfonditamente studiata, sono stati realizzati rilievi planimetrici e fotografici, ne sono stati prelevati frammenti, in primis due mattoni che – come spiega Guarnieri – saranno oggetto di analisi con la termoluminescenza, capace di fornire indicazioni cronologiche.

Una delle ipotesi già in campo porta a pensare che si tratti di una fornace precedente alla costruzione sia di palazzo Massari che della palazzina adiacente. I ricercatori stanno valutando, fonti alla mano, se possa essere riconducibile a quelle indicate dalle fonti e legate alla realizzazione della delizia estense di Belfiore (poi distrutta in un incendio del 1632 e oggi al centro di un progetto di archeologia partecipata promosso da Comune e Soprintendenza) o delle cosiddette mura del Barchetto. L’imponente reperto è già stato messo in sicurezza.

Il ritrovamento dell’antica fornace è stato inoltre accompagnato da un’altra scoperta: un deposito di frammenti ceramici, nell’area della palazzina dei Cavalieri di Malta, risalenti al settecento. Particolarmente interessante, oltre alla fattura dei materiali e alle decorazioni, è anche il numero dei pezzi ritrovati e la possibilità, già sperimentata, di ricomporli per risalire agli oggetti originari.

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