Marijuana, indagini su nuovo business criminalità cinese – VIDEO

Una serra curata nei minimi dettagli, dove stavano crescendo quasi 900 piante di marijuana.

È stata scoperta dalla Squadra Mobile di Ferrara in un casolare a Mesola. Arrestato l’uomo che curava la piantagione, un cinese 53enne che ora si trova in carcere.

870 piante alte circa un metro, ordinate nei diversi locali di un capannone trasformato in una vera e propria serra, con 80 lampade, 80 trasformatori, ventilatori e motori di ventilazione per far circolare l’aria all’interno della struttura.

È quanto hanno scoperto gli uomini della Squadra Mobile di Ferrara che lo scorso 10 Marzo hanno fatto irruzione in una casa, con annesso un casolare a Mesola. Qui viveva un 53enne di origine cinese, che, al momento, sembra avesse il ruolo di custode e curatore delle piante. Per accedere al casolare trasformato in serra, aveva creato un passaggio segreto nella sua camera da letto: aprendo l’armadio si accedeva alla serra attraverso un varco aperto nel muro.

La coltivazione, il cui valore sul mercato si potrebbe stimare attorno ai 250mila euro, si estendeva al piano terra del capannone e nelle tre stanze del primo piano. Per alimentare i sofisticati impianti di illuminazione e aerazione era stato creato un allacciamento abusivo alla linea elettrica. L’uomo infatti è stato arrestato anche per furto di energia elettrica, oltre che per coltivazione illegale di stupefacenti. Il suo arresto è già stato convalidato e ora si trova in custodia cautelare in carcere in attesa della prima udienza del processo a suo carico che è stata fissata il 6 giugno prossimo.

A lui e al capannone in aperta campagna ferrarese la Polizia di Stato è arrivata a seguito di indagini avviate della Questura padovana. Indagini che stanno cercando di fare luce sulla diffusione, scoperta negli ultimi mesi, di una rete criminale cinese che in Emilia Romagna e in Veneto si sta dedicando proprio alla coltivazione di marijuana.

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