Scoppia il caso Rivara

Nessuna correlazione tra i terremoti e le trivellazioni da parte delle compagnie petrolifere. Ad assicurarlo il presidente di Federpetroli Michele Marsiglia, dopo le preoccupazioni circolate in relazione al sisma che ha colpito in questi giorni proprio le zone dell’emilia dove era in progetto il possibile stoccaggio di quasi 4 miliardi di metri cubi di gas metano nel sottosuolo a Rivara, frazione di san felice sul Panaro: “non ci sono elementi che definiscono tale processo pericoloso, anzi il sottosuolo –continua Federpetroli– risulta per grado di sicurezza ed in alcune situazioni ottimale”. Una risposta, quella di Federpetroli, alla protesta che sta montando, soprattutto sul web, relativa alle trivellazioni e alla ricerca di idrocarburi. Da anni i comitati di cittadini della zona, ambientalisti, agricoltori, appoggiati da Comuni, Provincia e Regione, continuano a dire di no al maxi impianto di Rivara. “Tutto quello che viene raccontato, che l’evento sismico possa essere collegato a qualcosa del genere è completamente assurdo” spiega il ministro all’ambiente Clini che proprio oggi ha però deciso la riapertura dell’istruttoria sul deposito di gas, già dopo la prima scossa, quella del 20 maggio, per verificare se esistano ancora la condizioni per effettuare un studio di fattibilità. Noi avevano dato una valutazione positiva NON per la realizzazione del deposito, continua Clini, ma per lo studio di fattibilità, che però non è stato avviato”. La riapertura dell’istruttoria serve a capire se “esistano ancora le condizioni per effettuare lo studio di fattibilità” ha concluso il ministro.

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