Capo Gabinetto Questura saluta Ferrara: l’arrivederci di Pietro Scroccarello

scroccarelloIl Capo di Gabinetto della Questura, Pietro Scroccarello, saluta Ferrara dopo quasi 20 anni per andare a ricoprire un importante incarico sull’isola d’Elba.

Ma probabilmente sarà solo un arrivederci.

Pietro Scroccarello ha visto Ferrara cambiare dal 1999 ad oggi, ma l’attuale Capo di Gabinetto della Questura, incarico che ricoprirà fino al prossimo 18 giugno 2018, grazie al suo equilibrio e alla sua onestà, ha vissuto in maniera profonda la sua carriera nella Polizia di Stato estense, facendo diventare Ferrara una casa per lui e la sua famiglia.

Sposato con due figli, laureato in Giurisprudenza, Scroccarello arrivò il 16 novembre del 1999 dalla Questura di Chieti al comando dell’ufficio di prevenzione generale e delle Volanti di Polizia di Stato di Ferrara. Due anni dopo, nel 2001 diventò dirigente della Squadra Mobile, fino al 2011, anno in cui ricoprì l’incarico di Capo di Gabinetto della Questura di Ferrara. Dal 2016 e fino al gennaio scorso è stato anche dirigente della Digos. Fra pochi giorni partirà la sua nuova esperienza come dirigente del commissariato di Porto Ferraiolo, sull’isola d’Elba.

Innumerevoli i ricordi positivi che Scroccarello porterà con sé da Ferrara, dalle piccole cose quotidiane durante le indagini alla Squadra Mobile fino all’organizzazione della grande festa della Polizia di Stato e le celebrazioni del patrono San Michele Arcangelo del 2011, quando a Ferrara vennero il capo della Polizia, Mangnaelli, e il Ministro dell’Interno, Roberto Maroni.

“Ho sentito la città vicina”, ha detto Scroccarello: e poi, da annoverare nel grande pacchetto dei ricordi, l’esperienza toccante del sisma che ferì Ferrara nel 2012, ma anche l’esaltazione vissuta ogni domenica con la cavalcata vincente della Spal arrivata fino in Serie A, che ha visto un forte impegno da parte delle forze di polizia, coordinate anche dal Capo di Gabinetto, con ottimi risultati in termini di ordine pubblico, fuori e dentro lo stadio. I momenti più brutti, invece, che Scroccarello ha vissuto a Ferrara, sono stati il caso Aldrovandi, che “ha cambiato la vita a tutti, e se ne esce solo con l’onestà”, e la rapina che ha coinvolto sua figlia mentre era a casa di un’amica.

Ma a Ferrara “le cose funzionano” è poi tornato a ribadire Scroccarello, rivolgendosi soprattutto all’organizzazione degli eventi: “Grazie al lavoro di squadra anche con l’assessorato alla cultura del Comune”, ha poi continuato, “il sistema città di Ferrara è stato persino encomiato dal Capo della Polizia, Franco Gabrielli”.

Per Scroccarello la sicurezza è fondamentale, ma bisogna prestare attenzione perché, per lui, si tratta di un sistema a vasi comunicanti: “Bisogna trovare l’esatto equilibrio tra sicurezza da una parte e libertà personale dall’altra, con la giustizia in mezzo a far da garante”.

“Il bravo funzionario di Polizia sta in equilibrio tra legge e buon senso”, e Scroccarello dice di essere maturato molto con l’incarico di Capo di Gabinetto della Questura di Ferrara, ricoperto negli ultimi 7 anni: “Ho scoperto una Polizia magnifica e splendida, in tutto il nostro lavoro la parte umana è fondamentale”. In 20 anni le cose sono cambiate per Ferrara e in particolare per la Polizia di Stato, “ora invece serve un impegno più costante, non solo blitz”.

“Se si ha rispetto reciproco funziona tutto, questo porto come esperienza da capo di Gabinetto: non bisogna imporre la forza, la cosa importante è la mediazione, il dialogo”. Infine, ha poi concluso Scroccarello durante un incontro informale con la stampa con cui ha condiviso 20 anni di lavoro, “voglio bene a ogni persona che ho conosciuto in Questura a Ferrara”: ma sarà sicuramente solo un arrivederci, perché Pietro Scroccarello ha detto di voler tornare, anche solo da turista, nella città estense.

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