Bentornati a scuola: in E-R è iniziato l’anno scolastico per quasi 550 mila alunni. Ma quanti problemi

In Emilia-Romagna tornano a scuola oggi quasi 558 mila alunni, 321 dirigenti scolastici, oltre 56mila insegnanti e 14.500 collaboratori scolastici, assistenti amministrativi e tecnici impegnati nel sistema regionale.

Il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, ha inaugurato questa mattina a Collecchio, in provincia di Parma, il complesso riqualificato che ospita la scuola elementare “Giuseppe Verdi”, e a Mirandola, nel modenese, il nuovo edificio dell’istituto “Galileo Galilei”: 52 aule e otto laboratori che valgono oltre 10 milioni e 700mila euro. A Ferrara Patrizio Bianchi, assessore regionale al Lavoro, Formazione, Università e ricerca, è venuto a Ferrara, prima alla Città del Ragazzo, poi al Lido degli Estensi.

Un saluto ai tanti ragazzi, alle famiglie, agli insegnanti e a tutto il personale che compongono il complesso, variegato e bellissimo mondo della scuola nella nostra regione. Il presidente della Regione Bonaccini ha salutato a Collecchio l’inizio dell’anno scolastico, sottolineando il valore della scuola, una istituzione fondamentale della nostra società, “fatta, ha detto, soprattutto di persone, che operano insieme per garantire ai più giovani la possibilità di imparare, di crescere e di formarsi. Investire sulla scuola significa investire sul futuro, e la Regione continuerà a farlo, . ha aggiunto il presidente- perché questa è stata e rimarrà una delle priorità del nostro mandato.”. Ma se l’Emilia Romagna investe sulla formazione, non è così in generale nel Paese, che spende 65 miliardi in istruzione a fronte dei 270 miliardi in pensioni, uno squilibrio, scrive il periodico on line Linkiesta, che non ha uguali in Europa. Non sarà un caso che il Ministero della Pubblica Istruzione annuncia che la dispersione scolastica ha ripreso a crescere collocando l’Italia in fondo alle graduatorie europee per numero di laureati. Oggi pomeriggio all’Isola d’Elba il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Marco Bussetti hanno infatti inaugurato il nuovo anno scolastico 2018/2019 con lo slogan “Tutti a Scuola” alla presenza di circa 1.000 studenti provenienti da tutta Italia, insieme a personalità del mondo della cultura, dello sport e dello spettacolo e di rappresentanti dell’istituto scolastico Pietro Novelli di Monreale invitato anche quest’anno l’impegno a favore dell’educazione alla legalità. Ma l’avvio del nuovo anno ripropone vecchi problemi, come scrive il maestro Mauro Presini in una lettera alle redazioni . “E’ un inizio rimandato, dice Presini, perché molti insegnanti non sono stati ancora nominati e, ben che vada , saranno in cattedra solo la seconda settimana di scuola. E si tratta di ritardi del Ministero, non di Presidi o Uffici provinciali, precisa il Maestro, che apostrofa duramente il Governo del cambiamento perché chiarisca alle famiglie le cause dei ritardi e le responsabilità. In sintesi “ faccia insomma più cose e meno promesse”.

N.D.R. Mauro Presini si presenta così: Sono maestro elementare specializzato per l’integrazione. Sono stato obiettore di coscienza al servizio militare. Dalla metà degli anni settanta mi occupo di integrazione scolastica degli alunni con disabilità. Dal 1992 coordino il giornalino dei bambini “La Gazzetta del Cocomero“. Sono impegnato nella difesa della Scuola Pubblica intesa come “organo costituzionale”.

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