Tornare a scuola: qual è il problema?

scuolaParlare di scuola fa bene, meno bene se parlarne significa contrapporre due diritti egualmente centrali della nostra Costituzione repubblicana, vale dire il diritto all’istruzione e il diritto alla salute.

Chi vuole aprire le scuole prima di Natale, come segnale di ritorno alla normalità, non sente ragioni:” le scuole si sono attrezzate, dicono per essere sicure”, continuando ad ignorare che il rischio contagio non è mai stato negli edifici scolastici, ma nei trasporti e nella vita extrascolastica dei ragazzi. Sono i nemici della didattica a distanza, che “uccide, dicono, la relazione fra alunno e docente, il perno vero attorno a cui ruota tutto il significato dell’andare a scuola”. In alcune scuole la DAD ( DIDATTICA A DISTANZA),  ha funzionato bene , in altre è stata un fallimento, ma questo non dipende tanto dalla distanza quanto dall’uso delle piattaforme digitalI e dei metodi della distance learning   applicate alla didattica. Lo scrivono in un libro rivelatore Barbara Bruschi e Alessandro Perissinotto, esperti di distance  learning. Lo dichiara con il suo stile inconfondibile Alessandro D’avenia, insegnante appassionato sempre molto vicino ai giovani,  oltre che  scrittore e sceneggiatore di successo.

Ma di scuola ci parla in un recente saggio anche Patrizio Bianchi, economista e già rettore Unife, che partendo dal lockdown scolastico dell’epoca Covid si chiede quale sia la scuola di cui il nostro Paese ha bisogno e continua col dire che l’auspicato ritorno alla normalità scolastica invocato da tante voci è frutto di una sorta di miopia- La scuola pre-covid, infatti, è piena di insidie e non è certamente quella di cui l’Italia avrebbe bisogno per dare ai suoi studenti lo slancio di un recupero totale di crescita, sviluppo, cultura, credibilità.

Ma, aggiunge, l’economista, per cambiare la scuola bisogna chiedersi da dove partire e dove si vuole arrivare.

In sostanza la tesi di Bianchi è che per cambiare il Paese, e questa pandemia ce ne può dare l’occasione, così come il nuovo corso dell’Europa e i progetti legati al Recovery fund, si debba partire proprio dalla scuola,  ripensare integralmente il sistema scolastico nazionale, “non solo per superare l’emergenza Covid, ma per guardare oltre, per ritrovare quel cammino di sviluppo che sembra essersi perduto nei lunghi anni in cui hanno prevalso individualismo e populismo e che deve fondarsi sui valori definiti nella nostra Costituzione”

D.B.

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