Scuola in sciopero

sciopero scuola

Un mese di sciopero dal 21 febbraio al 20 marzo, di tutte le attività che vanno oltre le mansioni normali: è questa la forma di protesta decisa dalla CGIL per gli insegnanti, i bidelli, gli impiegati amministrativi della scuola.

Dietro a questa decisione ci sono una serie di problemi che il mondo della scuola sta vivendo in queste settimane: agli insegnanti era stato richiesto di restituire gli scatti di anzianità ricevuti nel 2013; la richiesta è stata superata, ma i soldi sono stati trovati tagliando il fondo nazionale per il miglioramento dell’offerta didattica, con riduzioni anche del 60% in diverse scuole della nostra provincia.

Al personale ATA (impiegati e bidelli) è andata anche peggio: la restituzione di una parte dello stipendio per molti di questi operatori della scuola è effettivamente cominciata con lo stipendio di febbraio, e si parla di cifre da 600 a 1200 euro l’anno, e oltre.

Morale: per un mese la CGIL chiede a insegnanti e personale ATA di abbandonare le cosiddette attività aggiuntive, che si effettuano oltre l’orario e il mansionario normale, tranne quelle che comportano assistenza agli alunni disabili. Non è uno sciopero di poco conto: qualche scuola, dice CGIL, potrebbe persino avere problemi a tenere aperti i battenti.

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