Scuola, l’Italia a due velocità

07 scuole OCSE

Secondo il rapporto Ocse-Pisa gli studenti 15enni migliorano il loro apprendimento in matematica, scienze e lettura ma soltanto al Nord-Est le scuole sono al pari di quelle dei paesi industrializzati.

Migliorano le competenze degli studenti italiani rispetto al passato ma su matematica, scienze e lettura a parte quelli del Friuli, del Veneto e del Trentino, l’Italia è ancora il fanalino di coda rispetto agli altri paesi industrializzati.

A dirlo è il nuovo rapporto Ocse-Pisa che ha reso noto la classifica della qualità scolastica di tutti i paesi membri dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico. La parte del leone la fa la Cina, con Shangai che si piazza al primo posto, soprattutto per la matematica. Qui gli studenti infatti superano di gran lunga il livello medio previsto dall’Ocse. Per l’Italia invece vale ancora il discorso che il Nord si diversifica dal Sud e per questo su 65 paesi rilevati noi ci piazziamo appena a metà, al 35 posto.07 scuole OCSE-2

In matematica e lettura, sostiene il rapporto, gli studenti 15enni italiani migliorano le loro performance, rispetto al passato, ma questo è un fenomeno più sensibile al Nord che al Sud. In regioni come la Sicilia, la Calabria e la Sardegna si registrano addirittura livelli come quelli rilevati in Turchia. Uno studente su quattro infatti non raggiunge le competenze minime proprio in matematica. L’Italia inoltre primeggia anche per un altro dato negativo: la predisposizione a marinare la scuola. Fanno peggio di noi soltanto l’Argentina, la Giordania e la Turchia.

C’è poi un altro divario ed è quello fra maschi e femmine: come negli altri Paesi Ocse le ragazze superano i maschi in lettura, ma restano indietro in matematica e scienze. Resta invariato invece invece il rapporto fra gli studenti che scelgono la scuola pubblica e quelli che optano per quella privata. Dal 2003 infatti il valore non cambia e ancora una volta la stragrande maggioranza frequenta istituti statali.

Lo studio inoltre rileva che i quindicenni che hanno alle spalle più di un anno di educazione prescolare, e quindi hanno frequentato un asilo, hanno voti in matematica in linea con la media prevista dall’0cse

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