Scuola: troppi abbandoni nel Delta – VIDEO

Si è tenuto oggi a Palazzo Bellini un convegno sulla scuola di secondo grado nel Comune di Comacchio. Al centro del convegno, i motivi del troppi abbandoni scolastici nell’area del Delta.

L’area del Delta ferrarese dispone di un ampio territorio, distribuito su 9 Comuni.

Le scuole superiori di secondo grado sono organizzate in due mega-plessi: uno a Codigoro ed un secondo al Lido Estensi, ma il numero di diplomati e laureati, in termini percentuali, è il più basso dell’intera provincia di Ferrara. Un motivo che ha spinto il Comitato cittadino di Comacchio a promuovere una conferenza sulla scuola di secondo grado, presieduto dal prof Nino Luciani, con la partecipazione dell’Assessore Regionale alla Scuola Prof Patrizio Bianchi.

 

 

L’incontro arriva a quasi nove anni dal Documento guida emerso da una analoga conferenza, tenutasi a Comacchio nel dicembre 2008 e di cui i dati erano quasi analoghi, con un 17% di diplomati a Comacchio contro un quasi 28% a Ferrara ed un 2,58% di laureati a Comacchio contro l’11,71% della città. L’istituto Brindisi del Lido degli Estensi, attraverso il proprio sito internet, indica come punto di debolezza, l’eccessivo pendolarsimo, a causa di una posizione decentrata in ambito provinciale che renderebbe difficoltoso il raggiungimento degli istituti stessi a studenti e docenti. Motivo per cui, tra i punti di maggior considerazione del convegno, si distingue il posizionamento della scuola a Comacchio città, in particolare del Liceo linguistico che potrebbe essere trasformato in classico.

Quest’ultimo risulterebbe in armonia con l’antica tradizione della città, che proprio sulla cultura ha investito molto negli ultimi tempi, sia con la candidatura a Capitale Italiana della Cultura, sia con la nascita di nuovi spazi, a partire dal Museo Delta Antico, già diventato un punto fortemente attrattivo per un turismo delle città d’arte. E come ultimo importante incentivo, anche la valutazione strategica di estendere la ferrovia da Ostellato a Porto Garibaldi, per collegare meglio l’area del Delta con la città e, quindi, anche con gli altri snodi emiliani e veneti.

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