Sea Watch: da Lampedusa la cronaca di un turista ferrarese per Telestense

seawatchPer il nostro Paese è il caso del giorno, e noi lo abbiamo seguito nel pomeriggio grazie ad un collegamento telefonico con un turista ferrarese che sta concludendo proprio a Lampedusa la sua vacanza.

Eccola la Sea Watch, fotografata a circa un miglio circa dalla costa di Lampedusa, oggi pomeriggio dalla banchina da un turista ferrarese, anzi di Portomaggiore, Alessandro Taddia  che gentilmente si è messo in contatto con noi per raccontarci quello che stava vedendo. Ci ha inviato le immagini che vedete e fatto la cronaca di quello che è avvenuto nel pomeriggio, intorno alle 18.

Carabinieri schierati sul molo, un’autoambulanza visibile in lontananza, Lampedusa, dice Taddia,  si è preparata  dal pomeriggio ad accogliere lo sbarco dei migranti della Sea Watch in mare da 14 giorni.

Alessandro Taddia al telefono ci racconta quello che ha sotto gli occhi  “due gommoni hanno affiancato la nave,dice,  sono motovedette della Guardia di Fianza. Dopo un po’ ci informa che una di queste sta rientrando verso il porto.

“La nave è ferma, si vede in lontananza sotto il sole, molti turisti sono sul molo incuriositi”, ci dice Taddia, e aggiunge, ” I lampedusani non parlano volentieri di quello che è successo nell’isola, qualche settimana fa, quando alle europee la Lega e Salvini hanno sbancato”.
“Qui, per la verità, dice il nostro cronista improvvisato, tutto procede in un a grande calma. Noi turisti non ci siamo accorti degli sbarchi sull’isola, avvenuti alla spicciolata, di cui si è parlato in questi giorni. Non si vedono centri di accoglienza, ma tanti turisti. L’isola in giugno ha già fatto l’en plein.
Faccio qualche foto e ve le mando.”

Noi lo ringraziamo e una volta di più ci chiediamo se l’Italia sia davvero diventato il Paese che fa il braccio di ferro con l’Europa sulla pelle di 42 migranti, in mare da 14 giorni , disperati e molto provati fisicamente.

Nessuno li vuole, o meglio, forse in Libia sarebbero stati riaccolti, ma la capitano della nave non se l’è sentita di riportarli nell’inferno da cui erano fuggiti.
“Ho deciso di entrare in porto a Lampedusa. So cosa rischio, ma i 42 naufraghi a bordo sono allo stremo. Li porto in salvo”, è quello che riferiscono le agenzie di stampa della comandante della Sea Watch, Carola Rackete. Mentre il ministro dell’interno Matteo Salvini insiste: “Sappia che l’autorizzazione allo sbarco non c’è, schiero la forza pubblica, il diritto alla difesa dei nostri confini è sacra”..
Quanto all’Europa, “La Corte europea dei diritti dell’uomo ieri ha respinto il ricorso presentato dalla comandante della nave, Carola Rackete e dai 42 migranti a bordo, che chiedevano lo sbarco in Italia. Ed il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha commentato: “confermata la scelta di ordine, buon senso, legalità e giustizia dell’Italia: porti chiusi ai trafficanti di esseri umani e ai loro complici”.

Intanto ieri sera la Commissione ha ricevuto una richiesta di sostenere in maniera proattiva gli Stati membri che cercano soluzioni di ricollocamento per le persone che si trovano a bordo della Sea Wacht una volta sbarcati”, ha detto una portavoce dell’esecutivo Ue, rispondendo a chi le chiedeva se Bruxelles possa svolgere un ruolo di coordinamento sulla Sea Watch 3. “Stiamo agendo su questa richiesta e siamo in contatto con vari Stati membri”, ha aggiunto.
Da sottolineare che i migranti avevano invocato gli articoli 2 (diritto alla vita) e 3 (divieto di trattamenti inumani e degradanti) della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, chiedendo di essere sbarcati subito con un provvedimento provvisorio d’urgenza per poter presentare una richiesta di protezione internazionale.

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