Serve una commissione anti “odio” anche a Ferrara?

Le parole che seminano odio, che cosa raccolgono? Nel mirino i meccanismi della comunicazione social.

Volendo cominciare con un proverbio di antica saggezza contadina, dovremmo essere ottimisti. “Chi semina vento, dice il bisnonno sui campi, raccoglie tempesta”, il che dovrebbe fungere da deterrente per chi sui social in particolare ha fatto del linguaggio dell’odio il suo modo abituale di comunicare.
Forse è vero chi semina odio, non raccoglie nulla di buono, può però ferire, istigare all’odio e alla violenza e quindi contagiare il discorso pubblico inquinando le relazioni sociali all’interno di una comunità. Molti di noi ne sono fortemente infastiditi e si chiedono come e se sia possibile un’inversione di rotta, come pongono fra i loro obiettivi il movimento delle Sardine.

In un recente articolo sulla rivista on line, La Gazzetta filosofica, giovani studiosi di psicologia sociale e filosofia, osservano come l’aggressività verbale sia il mezzo di comunicazione che negli ultimi tempi veicola la maggior parte dei discorsi soprattutto su face book, soprattutto su argomenti di politica, dove e’ diventato indispensabile esprimersi nel modo più aggressivo e convincente possibile. Tant’è che chi vince in questa competizione si guadagna l’applauso di uomo/donna forti.

Il linguista Tullio De Mauro in un articolo sulla rivista Internazionale del 27 settembre 2016 aveva stilato un elenco molto ampio dei cosiddetti hate words , parole dell’odio, parole che mirano a ferire l’interlocutore, con insulti, scherno, finto cameratismo da caserma, battute per ridicolizzare il destinatario, abilmente mescolate a fake news. Un catalogo istruttivo che accoglie l’esortazione del Consiglio d’Europa che dal 2015 sollecita i parlamenti nazionali ad avviare iniziative di inchiesta e contenimento del linguaggio dell’odio e della violenza contro le categorie considerate “deboli” della società: i “diversi”rispetto a stereotipi pieni di pregiudizi di una presunta normalità.

Il 16 maggio 2016, l’allora Presidente della camera Laura Boldrini – primo Parlamento nazionale a seguire la strada indicata dal Consiglio d’Europa- ha istituito una commissione sull’intolleranza, la xenofobia, il razzismo e i fenomeni di odio, con il compito di condurre attività di studio e ricerca su tali temi, decidendo di intitolarsi a Jo Cox, la parlamentare laburista britannica impegnata contro la xenofobia, assassinata il 16 giugno 2016.

Michela Murgia scrittrice blogger e drammaturga italiana, autrice del bestseller Accabadora e vincitrice dei premi Campiello, Dessì e SuperMondello., che nel 2018 ha pubblicato un saggio pieno di ironia fin dal titolo che recita “Istruzioni per diventare fascisti “dove ha inserito una sorta di termometro “ fascistometro” x misurare il proprio grado di adesione alle istanze profonde di questa visione del mondo, il 30 agosto di quest’anno ha deciso di elencare in un post su face book gli insulti di varia natura lessicale ma di identica provenienza politica raccolti negli 11 mesi del governo giallo – verde. Governo a cui la scrittrice non ha mai lesinato giudizi critici e anche fortemente negativi, ma mai rivolto insulti.

Il 30 ottobre scorso è stato approvata in Senato la mozione con prima firmataria Liliana Segre che istituisce la Commissione straordinaria per il contrasto dei fenomeni di intolleranza e razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza per porre un freno alla . crescente spirale dei fenomeni di odio, intolleranza, razzismo, antisemitismo e neofascismo, che pervadono la scena pubblica accompagnandosi sia con atti e manifestazioni di esplicito odio e persecuzione contro singoli e intere comunità, sia con una capillare diffusione attraverso vari mezzi di comunicazione e in particolare sul web. Una ommissione, di cui anche alcune Regioni sembrano voler dotarsi in sintonia con quella nazionale, volta a segnalare gli episodi di volta in volta più pericolosi per chi viene scelto a bersaglio, degradanti per gli autori, leoni da tastiera incapaci di un discorso argomentato.

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