Settimana decisiva per il futuro di Nuova Carife e delle altre 7 banche. Intanto Patuelli, Abi, chiede i nomi dei debitori insolventi.

01-carife-destino-segnato-1024x576Si apre una settimana decisiva per il futuro di Carife, delle altre Banche “ponte”, di Mps e delle due banche venete in procinto di essere accorpate in un unico istituto di credito. Intanto, mentre si attendono le decisioni di UBI Banca e BPER per le 4 Good Banks, e Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza cercano da oggi accordi con i clienti e i soci per liquidare il 15% delle azioni andate in fumo nel dissesto della primavera scorsa, è di ieri la richiesta rivolta dal presidente Abi, Antonio  Patuelli, a Bankitalia perché faccia fare i nomi dei grandi debitori delle banche portate al dissesto.

Da Mps alle due venete alle 4 banche locali, il filo rosso che unisce la crisi degli 8 istituti di credito che avrebbe bruciato 24 miliardi di euro, è proprio rappresentata dal peso fuori misura delle sofferenze e degli incagli rispetto alle altre banche.04 patuelli-1

Mentre si attende la risposta di Bankitalia alla richiesta rivolta pubblicamente ieri dalle pagine de Il Mattino dal Presidente Abi, Patuelli, di rendere pubblici i nomi dei primi cento debitori insolventi di Mps, Banca Etruria, Banca Marche e di segnalare alle procure Repubblica, tutte le anomalie nella concessione di fidi, divenuti crediti deteriorati, viene presentata oggi dai due Cda riuniti in seduta congiunta di Veneto Banca e di Banca popolare di Vicenza, il piano dei rimborsi ( 15% del valore delle azioni al momento del loro acquisto), per 175mila soci.

Si tratta di una offerta di transazione che può contare su un ammontare di 600 milioni di euro e che interesserebbe circa 100mila clienti della Popolare di Vicenza e circa 75mila clienti di Veneto Banca, più o meno l’85% di tutti gli azionisti delle due banche, il cui capitale è stato praticamente azzerato dal crac della primavera scorsa.

( Le due banche – si ricorda –hanno evitato la procedura di risoluzione e l’azzeramento delle azioni, come accaduto per Banca Etruria, Banca Marche, CariFerrara e Cari Chieti, grazie all’intervento in extremis del Fondo Atlante, capitalizzato dal sistema finanziario italiano, che ha investito nei due istituti di credito 2,5 miliardi. )

Intanto va avanti il piano di nazionalizzazione di Monte Paschi di Siena, mentre si attende per oggi la scadenza della proroga concessa da BCE all’offerta di acquisto delle 4 banche ponte: Carife, Banca Etruria, Banca Marche, Carichieti.

In assenza di nuove manifestazioni di interesse sembrano, in ogni caso, oramai definiti i dettagli dell’accordo, che dovrebbe essere formalizzato entro metà mese, tra Ubi, l’Autorità di Risoluzionee le tre good bank.. Le tre banche sarebbero acquistate ad un prezzo simbolico di un euro, , cui dovrebbe succedere un aumento di capitale attorno ai 400 milioni di euro, in cambio di pesanti garanzie: tra cui la cessione di 2,2 miliardi di crediti deteriorati ad Atlante e una serie altrettanto pesante di esuberi, i cui costi , secondo Il Sole 24 Ore, per tre quarti sarebbero a carico delle tre Good Banks.

Intanto i dipendenti della Nuova Carife stanno affrontando al loro interno le scelte relative agli esuberi concordati fra sindacati e azienda nell’accordo di S. Stefano.Una ristrutturazione, che, come abbiamo detto, raccontando i giorni caldi della trattativa e della successiva assemblea del personale, prevede 350 esuberi basati su scelte volontarie e un piano concordato di incentivi pari complessivamente a 58 milioni di euro.assemblea-carife

Un piano, che chiamerebbe in causa il Fondo interbancario e che, se non dovesse essere mantenuto, farebbe saltare l’accordo, cedendo probabilmente il passo a procedure di licenziamento collettivo.

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