Si andava alla Spal, poi è arrivato Butelli…

L’abitudine, un paio di domeniche al mese, da almeno 60 anni, era di dire “andiamo alla Spal”, si perchè a Ferrara per indicare che si era diretti allo stadio, la consuetudine, forse meglio dire la tradizione, non era certamente quella di affermare vado a vedere la partita o vado al campo sportivo, ma semplicemente in quel luogo, quella sorte di grande casa comune, indicata, e da tutti battezzata, riconosciuta, ed individuata con il nome della squadra del cuore, quella “cosa” in cui tutti i Ferraresi, anche i non tifosi, si identificavano con un pizzico di orgoglio, anche quando non tutto filava liscio come avrebbero desiderato. Da ieri invece anche questa piccola per alcuni, grande per molti, parte in cui la città si identificava non esiste più. Forse potrà rinascere, ma intanto siamo qui a doverci rammaricare per aver lasciato impunemente spazio a personaggi che hanno pensato solo ai loro interessi, infischiandosene di un patrimonio che avevano ricevuto in dote gratuita, prendendo per i fondelli i tifosi, che per l’affetto che hanno per la squadra del cuore, si ritrovano nelle condizioni dell’innamorato che non vuole arrendersi all’evidenza, anche quando per mancati pagamenti a giocatori, dipendenti, collaboratori, fornitori, enti vari, arrivavano caterve di richieste fallimentari, svariati punti di penalizzaione e retrocessioni sul campo. E così è stato con l’ultima proprietà della Spal, quella calata a Ferrara quattro anni fa, con atteggiamento colonizzatore e di chi ne sa sempre più degli altri. Forse è proprio così visto come, nostante le bugie raccontate al mondo intero, è pur sempre riuscita a fare i propri interessi, anche sotto le spoglie di un fotovoltaico che a Butelli potrebbe finire con il garantire un vitalizio da nababbo, a meno che non arrivi finalmente chi proprio l’anello al naso non ce l’ha. Al proposito casuale la visita di ieri della Guardia di Finanza? In attesa di questi eventi, che comunque potrebbero solo portare alla classica vittoria di Pirro, è necessario lavorare per costruire la nuova Spal, auspicando non si aprano altre battaglie su nomi, marchi e compagnia bella. La strada la si conosce: il sindaco dovrà consegnare al presidente federale Giancarlo Abete la domanda di ammissione alla serie D, corredata dal piano economico finanziario, dalla disponibilità di 300.000 euro da versare come tassa di ingresso, ma soprattutto dal nome dell’imprenditore che dovrà farsi carico della gestione. E’ su questo piano che Tiziano Tagliani, supportato dall’Assessore Masieri, dovrà alacremente ed attentamente lavorare, individuando chi potrà assicurare le maggiori garanzie, scelta che dovrebbe cadere tra Arslab, Pelliccioni e Tomasi, o anche in una sinergia che potrebbe coinvolgere tra loro almeno un paio di questi soggetti. L’importante è che la domenica si  possa, con quella serenità da troppi anni solo sognata, andare alla Spal……

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