Si è spento Gaetano Tumiati, riposerà vicino ad Antonioni e Bassani

Gaetano Tumiati (fonte: ilrestodelcarlino.it)

Si è spento a Milano, all’età di 94 anni, dove viveva ormai da quarant’anni, lo scrittore e giornalista ferrarese, Gaetano Tumiati.

Come ha deciso lui stesso, non ci saranno funerali e verrà sepolto vicino agli amici di gioventù, Michelangelo Antonioni e Giorgio Bassani, a Ferrara.

Vincitore del Campiello nel 1976, con “Il busto di gesso”, è stato inviato di Avanti e Stampa, direttore di Illustrazione Italiana e vicedirettore di Panorama, quando era guidato da Sechi.

Un pensiero su “Si è spento Gaetano Tumiati, riposerà vicino ad Antonioni e Bassani

  • 30/10/2012 in 10:52
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    …Un breve ricordo personale al amico Gaetano Tumiati.

    Questione di statura

    Gaetano Tumiati rappresentava per me un giornalismo di una volta, quando non c’erano i Computer, gli IPhone, Twitter ecc.ecc. Un giornalista della sua generazione avuto bisogno solo di una matita, un piccolo quaderno e di una macchina da scrivere ( quella piccola per il viaggio). E poi sopratutto un giornalista del suo tempo doveva potere scrivere velocemente e mai senza una autoironia. Il suo amico, con quale ha talvolta anche molto litigato, Montanelli ha detto una volta: “Un giornalista scrive sull’ acqua ed è fuggente come una farfalla.” Così anche Gaetano Tumiati ha pensato sempre sulla sua professione. Dalla sua personalità e il suo curriculum vitae ho imparato molto su un Italia che non c’e più. Appartieneva ad una illustra famiglia ferrarese ( vedete la lapida in Via Palestro 31 ). Sulla morte del suo molto amato fratello Francesco ( fu fucilato dai fascisti 1944 a Cantiano nelle Marche ) ha scritto un bellissimo libro di ricordo “Morire per vivere”. Come giornalista ha collaborato con ‘Avanti’ di Milano. Memorabile il suo grande reportage dalla Cina di Mao Tse Tung e dalla Corea del Nord. . Poi ha lavorato come Redattore-Capo per L”Illustrazione Italiana”, come inviato speciale per La Stampa’, per ‘Panorama’, per il “Corriere della Sera” e il “Secolo XIX”. Ha scritto anche romanzi pieno dei ricordi sulla sua famiglia e sempre del suo molto amato Ferrara. “Il busto di gesso”, il romanzo di un uomo che deve la dirittura morale della sua vita a tre “busti di gesso”. Un primo busto quello familiare, della borghesia di provincia negli anni venti. Il secondo busto è la fede fascista , vissuta con la inconscia adesive degli anni della giovinezza. Il terzo busto quello di un protagonista trova nel socialismo come un sogno di un mondo nuovo, ma un busto molto fragile e sempre di più dubbioso come modello per un mondo più giusto ed umano. Sul suo autoironia e nonostante tutto il suo grande gioia della vita e di ridere si poteva imparare molto. La depressione era per lui una parola straniera almeno durante una conversazione con lui sempre vivacissima e pieno di battute. Perché era di statura ( e non solo di statura…) un uomo grande ha avuto quasi un obbligo di guadare all’ingiù ma mai in modo arrogante o snob, sempre con grande gentilezza o compassione per gli uomini piccoli. Tutto era per lui una “Questione di statura” ( così il titolo di un divertissimo libro autobiografico ). Cosa ha detto Gaetano Tumiati come ringraziamento per il ‘Premio Stampa 1999’ nel ridotto del Teatro Comunale vale ancora oggi. ” Ferrara è diventata un punto di riferimento essenziale. Rispetto a sessant’anni fa, quando il benessere era riservato a poche famiglie , i progressi sono stati immensi. Vedo in giro tanta bella gente, una volta a stare bene era una ‘élite’. Certo, sento parlare di crisi. Ma per chi appartiene alla mia generazione è difficile vederla.” Davvero un retaggio da non dimenticare…
    Carl Wilhelm Macke ( Monaco di Baviera/ Ferrara )

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