Allarme siccità: Ferrara chiede lo stato di calamità

La siccità ha messo in ginocchio l’agricoltura ferrarese per questo associazioni agricole, mondo cooperativo e istituzioni chiedono lo stato di calamità naturale. A dirlo sono i danni che si contano nelle campagne, che già pagavano, sulla produzione di mele, pere e kiwi, il drastico abbassamento della temperatura nel mese di maggio ed ora aggiungono la perdita di produzione che sfiora il 50%. Una danno che pagherà solo Ferrara perché in altre province la produzione è stata nella norma. Ad avere la peggio, anche se a macchia di leopardo, il grano (con perdite stimate attorno al 20-30%) ma soprattutto il mais che rischia di rimanere sui campi.

La piovosità media annuale, sulla nostra provincia, va dai 500 ai 600 millimetri ma quest’anno se ne contano solamente 300. Una situazione particolare, spiegano al Consorzio di Bonifica, frutto della combinazione negativa di una ondata di calore anticipata e della mancanza di piogge invernali, che sta rendendo inutile lo sforzo di molti agricoltori che continuano ad investire, con ulteriori spese, per salvare il salvabile.

Un’ulteriore mazzata per gli imprenditori agricoli ferraresi, già alle prese con crisi e calo di consumi. In dieci anni le aziende agricole sono calate da 12mila a 7mila. E il rischio è che alla fine di questo anno orribile, che deve contare anche i danni del terremoto, saranno ancora di più quelle a chiudere definitivamente i battenti.

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