Siccità: in Regione un incontro sugli interventi più urgenti

C’è anche Ferrara tra le zone in cui la Regione ha intenzione di intervenire, per contrastare l’emergenza siccità

Parte la definizione del Piano per le opere da mettere in atto per il contrasto alla siccità. E’ l’esito della prima riunione della Cabina di regia, riunitasi a Bologna per condividere gli interventi più urgenti da inserire nelle richieste da sottoporre al Dipartimento nazionale di Protezione civile, con tutte le misure di assistenza alla popolazione e le opere necessarie per ripristinare la funzionalità dei servizi pubblici e delle reti.

Dopo la dichiarazione di stato di emergenza nazionale sulla crisi idrica e l’assegnazione di 10 milioni e 900 mila euro all’Emilia-Romagna, la Regione ha quindi proseguito il lavoro in stretto raccordo con i soggetti attuatori e il territorio, dopo aver svolto nei giorni scorsi una ricognizione congiunta delle proposte di intervento più urgenti, formulate anche dai gestori del servizio idrico, dai Comuni e dai Consorzi di Bonifica.

Le priorità saranno negli ambiti più attenzionati, cioè Ravenna e Ferrara. Ad esempio – riporta un comunicato – saranno inseriti nel piano gli interventi dell’acquedotto di Ferrara o quelli per ottimizzare le captazioni da sorgenti o pozzi che attingono in falda e che sono dislocati in vari territori.

Le portate fluviali sono ai minimi storici, il cuneo salino rimane superiore ai valori soglia in alta e bassa marea, ma i livelli delle falde per l’approvvigionamento potabile non creano particolare allarme. Anche a Pontelagoscuro e a Goro l’impianto di potabilizzazione si mantiene in funzionamento.

Dopo l’ordinanza del capo Dipartimento della Protezione Civile che definirà le regole, si procederà all’elaborazione della proposta di Piano.

Gli interventi inseriti dovranno essere strettamente connessi all’evento, indicare quale beneficio apportano all’emergenza, i tempi di inizio e fine lavori (che dovranno essere compatibili con la durata dello stato di emergenza). Il Piano sarà poi approvato dal Dipartimento nazionale di Protezione civile.

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