Sicurezza idrogeologica tra proposte e polemiche

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Tutela e salvaguardia del territorio dal punto di vista idrogeologico, sono al centro in questi giorni di suggerimenti e polemiche.

Come ad esempio la proposta, da una parte, degli agricoltori di Cia Ferrara che invitano ad incentivare il controllo della fauna selvatica e, dall’altra, la posizione di Confedilizia che chiede una commissione di inchiesta sulle responsabilità dei Consorzi di Bonifica.

«La tutela idrogeologica del nostro territorio deve diventare una priorità non solo degli agricoltori ma di tutta la popolazione.» A dirlo è il vicepresidente Provinciale di Cia Ferrara,

Quello che è recentemente successo nel modenese deve diventare un avvertimento importante, perché mantenere l’equilibrio idrogeologico è fondamentale. La sorveglianza di tutte le zone del ferrarese dove esiste il rischio concreto di incrinare l’equilibrio tra i terreni e le acque è una necessità assoluta spiega Massimo Piva.

Per Cia Ferrara, che si rivolge ad associazioni agricole, i Consorzi di Bonifica, le Istituzioni e cittadini, per la difesa idrogeologica è necessario promuovere il ruolo deisicurezza-2 coadiutori, volontari che tengano monitorata la fauna selvatica

Serve un’azione costante e tempestiva che prevede, anche di contenere il numero di animali selvatici come volpi o nutrie che abitano gli argini dei corsi d’acqua. Un’ operazione che a volte viene scambiata per un atto di ‘accanimento’ contro queste specie animali, ma è l’unico modo davvero utile e concreto per non trovarsi, improvvisamente in situazioni di emergenza.

Sulla difesa idrogeologica del territorio interviene anche Confedilizia: l’associazione dei proprietari di immobili chiede una commissione di inchiesta su responsabilità dei Consorzi di Bonifica, definiti senza mezzi termini un “sistema dispersivo, incoerente e tremendamente costoso”. “Il sistema va ripensato, spiega il presidente di Confedelizia Corrado Sforza Fogliani, l’Italia è sott’acqua. Le competenze dei Consorzi di bonifica, visto che è impossibile la loro abolizione, devono essere trasferite alle provincie o alle unioni di comuni già titolari del confermato tributo ambientale. Insomma un sistema della difesa idrogeologica che deve rispondere ad un unico criterio e a uniche direttive, conclude Confedilizia”.

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