Sicurezza: questione di leggi o di controllo? La politica ferrarese si interroga

Paolo Calvano

Torna nuovamente in primo piano il tema della sicurezza, e anche della violenza diffusa di cui sono disseminate le cronache.

Lo testimonia, ultimo in ordine di tempo, proprio il caso di Budrio: il titolare di un bar tabacchi ucciso con un colpo di pistola, dopo aver reagito a un tentativo di rapina. La domanda di sicurezza, da parte dei cittadini è molto alta, perché grande è la paura mentre gli episodi di violenza sembrano moltiplicarsi, nelle periferie, all’uscita dalle discoteche, nei luoghi dove le persone si incontrano.

Ilaria Morghen

“La sicurezza è un problema che va affrontato con decisione – dice Paolo Calvano segretario regionale del PD – ma è necessario un approccio complesso e multiplo: ci vuole più certezza delle pene verso chi commette reati, è necessario anche inasprire le pene contro chi delinque, ma servono anche azioni di carattere sociale e culturale, accompagnati da progetti di riqualificazione delle periferie. Puntare sulla sola repressione dei reati non basta, ma questo non toglie che bisogna investire sulle forze dell’ordine”

“Io sposo in pieno le parole del procuratore generale della corte d’appello di Bologna De Francisci – spiega Ilaria Morghen, capogruppo del Movimento Cinque Stelle nel consiglio comunale di Ferrara – a fine gennaio, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, ha puntato il dito contro leggi non abbastanza severe, che rendono l’Italia conveniente per chi vuole delinquere, perché ha maggiori possibilità di farla franca e di ottenere sconti di pena. E’ importante puntare a una riforma della giustizia che non arriva, ma bisogna anche investire nell’edilizia carceraria”

Fabio Bergamini sindaco bondeno
Fabio Bergamini

Fabio Bergamini, esponente della Lega Nord e sindaco di Bondeno, pone l’accento sul tena dell’immigrazione: “Le persone che non hanno nulla da perdere non devono entrare in Italia – dice – E si deve dare maggiore discrezionalità a forze dell’ordine e ministero dell’interno sulla possibilità di espellere dall’Italia chi è a rischio di commettere reati. Inoltre, bisogna tornare a investire sulla professionalità dlele forze dell’ordine”.

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