Sicurezza zona Grattacielo, le nuove idee del Gruppo Gad

polizia grattacielo

I cittadini della zona Grattacielo si mettono insieme e creando spontaneamente un gruppo, il Gruppo Gad, intendono sviscerare i problemi più urgenti del quartiere per poi far fronte comune con le istituzioni affinché sia restituito un futuro dignitoso ai residenti.

Occorrono maggiori controlli nella zona adiacente al Grattacielo, dal Darsena City a via Oroboni, magari predisponendo una pattuglia delle forze dell’ordine dedicata alla zona. Servono però anche nuove idee che animino il quartiere, ad esempio un nuove centro sociale o nuove iniziative sportive, visto che lì gli impianti esistono già, perché altrimenti la zona rischia di diventare il “quartiere di nessuno”.

Le proposte, che nelle prossime settimane saranno portate anche davanti al prefetto e al questore di Ferrara, le hanno formulate ieri sera i cittadini del Gruppo Gad. Residenti delle varie vie della zona che hanno deciso di fare fronte comune sulla questione sicurezza nella zona del Grattacielo, anche nei rapporti con le istituzioni locali.

Il Gruppo Gad si è riunito spontaneamente ieri sera nella sede Cisl di Corso Piave grazie al segretario provinciale della stessa Cisl, Paolo Baiamonte che ha messo a disposizione i locali del sindacato: Baimonte infatti è anche un residente della zona.

I recenti fatti di cronaca che hanno interessato il quartiere, la rissa dello scorso week end in un esercizio pubblico, il 14enne che, cercando di trascorrere una serata come tante in estate, nel giardino sottocasa – quello di Piazza Enrico Toti – in compagnia di amici finisce per diventare un incubo, visto che il ragazzino finirà per pungersi con una siringa abbandonata per terra, sono nuovi episodi che oramai fanno pensare ai residenti che la soglia della tolleranza è ormai superata per continuare ad accettare una situazione del genere.

Così ieri sera i cittadini del Gruppo Gad, hanno cercato di capire quali siano i problemi più urgenti affinché siano affrontata di petto anche dalle istituzioni locali e in un modo completamente nuovo. La stretta dei controlli su alcune vie produce infatti un altro effetto negativo: spostare il problema su altre zone e pian piano allargarlo. I cittadini del Gruppo Gad ritengono invece che la questione vada analizzata approfonditamente, seriamente e poi risolta per dare un futuro ai residenti.

Li c’è il problema della prostituzione, che va risolto in un certo modo. Poi c’è quello dello spaccio, che deve essere affrontato con un altro metodo.

Ci sono tuttavia anche tanti altri problemi fra i quali c’è quello degli affitti di locali o appartamenti che spesso, vedi il Grattacielo, creano conseguenze pesantissime per i condomini, e necessita di essere risolto in un altro modo ancora.

Così il Gruppo Gad ha messo a fuoco alcune questioni e presto cercherà di porle al tavolo di un incontro che si sta programmando per le prossime settimane con in occasione della nuova riunione del Comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico.

Di Silvia Giatti

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