Sindacati: chi è rimasto senza lavoro

Cinque minuti di fermata dal lavoro in tutta l’Emilia Romagna, quest’oggi, alle 15 30, per ricordare le vittime del sisma che ha colpito le province di Ferrara Modena e Bologna. Li hanno proclamati le segreterie regionali di CGIL CISL e UIL, in concomitanza con la celebrazione dei funerali di Nicola Cavicchi, il giovane operaio delle ceramiche Sant’Agostino scomparso nella notte del sisma.

Si parla ormai di 15mila potenziali senza lavoro nelle tre province che hanno subito le scosse di terremoto: “Una stima credibile – commenta il segretario provinciale della CGIL Giuliano Guietti – se si considerano tutti i settori economici colpiti”. Il sisma del 20 maggio ha fatto crollare capannoni di industrie e piccole e medie imprese, danneggiato le aziende agricole, prodotto danni per centinaia di milioni di euro.

Venerdì sera è stato firmato in regione un accordo quadro per tutelare questi lavoratori; accordo firmato da sindacati, amministrazione regionale, INPS e associazioni degli imprenditori. In pratica, nelle aree colpite dal sisma potrà essere concessa la cassa integrazione ordinaria, straordinaria o in deroga ai lavoratori le cui aziende siano state danneggiate dal terremoto. Si tratta – questo è l’aspetto importante – di ammortizzatori sociali aggiuntivi rispetto a quelli già utilizzati da tantissime aziende a seguito della crisi. Ora si tratterà di vedere se dal governo centrale arriveranno finanziamenti aggiuntivi.

Intanto l’assessore regionale Rabboni puntualizza: i danni alle aziende agricoli sono molto più gravi e diffusi  rispetto alle prime valutazioni. La regione, ha aggiunto Raboni, sta lavorando a un fondo di rotazione – in sostanza un sistema di finanziamenti agevolati – che consenta alle imprese agricole di effettuare quanto prima gli investimenti necessari a ripartire.

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