Sindacati e Lyondell-Basell: muro contro muro

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Il livello dello scontro, tra Lyondell-Basell e sindacati non accenna a diminuire.

Dopo la manifestazione di ieri – sciopero, presidio e assemblea dei lavoratori – oggi in mattinata i vertici della società e le rappresentanze sindacali si sono incontrati nella sede di Unindustria Ferrara: era stata proprio Lyondel Basell a chiedere l’incontro.

Tre ore e mezza di discussione tuttavia non sono servite riavvicinare posizioni che al momento continuano ad essere inconciliabili: il sindacato, confortato dagli esiti dell’assemblea di ieri, affollatissima, chiede che il provvedimento di licenziamento di Luca Fiorini, delegato sindacale della CGIL, venga immediatamente revocato da Basell; i vertici dello stabilimento ferrarese, almeno per ora, rifiutano di annullare il provvedimento. Tutto ciò nonostante sia stato criticato non solo dagli altri rappresentanti sindacali e dai lavoratori, ma da tutto il mondo politico-istituzionale.

petrolchimico“Non ci fermeremo finché il provvedimento di licenziamento non sarà revocato – spiega il segretario provinciale dei chimici di CGIL Fausto Chiarioni – perché crediamo che in Basell si debbano ripristinare normali relazioni sindacali interne. L’azienda deve tornare sui propri passi”. Il 14 gennaio intanto si conclude una prima fase di scioperi; poi si terranno delle assemblee del personale. Per il 20 gennaio, come già anticipavamo ieri, è previsto un nuovo sciopero di quattro ore di tutto il petrolchimico, che coinciderà in parte con lo sciopero di otto ore convocato per la sola Versalis, nell’ambito della vertenza sul progetto di vendita a un fondo di investimento americano annunciato da ENI.

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