Siria: raid o guerra? Europa divisa

 

XX siriaL’uso delle armi chimiche “è completamente e assolutamente aberrante ma qualsiasi decisione deve essere presa rigorosamente in un ambito internazionale”: sono le parole del premier britannico Cameron relativamente al caso della Siria che sta tenendo sempre più col fiato sospeso l’intera comunità internazionale. E proprio nelle ultime ore, si sta parlando sempre più insistentemente di un raid che, secondo la rete televisiva NBC durerebbe tre giorni a partire dal prossimo giovedì.

A differenza di Regno Unito e Francia, che si dichiarano pronte ad un attacco breve ma mirato a mandare un messaggio al regime di Damasco, Barack Obama non ha ancora preso una decisione ufficiale per gli Stati Uniti, sebbene le forze armate americane siano in attesa di un ordine del proprio presidente.

Mentre gli ispettori dell’Onu stanno verificando l’effettiva responsabilità di Assad nella strage del 21 agosto scorso, l’Italia – attraverso le parole del ministro degli Esteri Emma Bonino – non prenderebbe parte a soluzioni militari, al di fuori di un mandato del Consiglio di sicurezza dell’Onu stessa. L’obiettivo è quello di negoziare al fine di avviare una soluzione di lungo periodo in Siria e nell’intera regione. Qualunque sarà il futuro della Siria nel breve-medio periodo, la situazione mediorientale spaventa i mercati che oggi hanno chiuso quasi tutti in ribasso, a partire da Milano con un -2,3%, a cui si è affiancato uno spread in rialzo che ha quasi raggiunto il livello della Spagna.

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