Sisma: “Attenzione alle trivellazioni”

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Attenzione a non stuzzicare il sottosuolo: è questo l’invito che viene dal professor Franco Ortolani, geologo dell’Università Federico II di Napoli, in una relazione inviata alle redazioni dal medico ambientalista Luigi Gasparini. 

Ortolani affronta il tema del rischio di futuri terremoti di riprende alcuni dei temi trattati nella ormai celebre relazione Ichese, predisposta da un panel di scienziati per conto di protezione civile e regione Emilia Romagna. C’è un rapporto tra trivellazione del sottosuolo e terremoto del 2012? Questa era la domanda a cui la relazione ICHESE cercava di rispondere; e la risposta era: le trivellazioni non hanno indotto (cioè provocato) il sisma, ma non si può escludere che lo abbiano innescato; può darsi cioè che il sottosuolo fosse già carico di energia e pronto a scattare come un pistola carica, o come una molla, e che le trivellazioni abbiano agito come un grilletto.

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Professor Ortolani

Queste le considerazioni del professor Ortolani, che però mette in guardia anche dai rischi legati all’area in cui ebbe luogo il sisma del 1570, quello che colpì direttamente la città di Ferrara. Considerazioni analoghe a quelle formulate dalla relazione ICHESE per l’area del sisma 2012 – spiega Ortolani – potrebbero essere applicate anche all’area interessata dal terremoto di cinque secoli fa: le attività di trivellazione, con estrazione e reiniezione di fluidi, non possono provocare un terremoto, ma non si può escludere che possano fornire una sorta di innesco.

Le attività di trivellazione, nell’area tra Ferrara e Rovigo, interessata dal sisma del 1570 non mancano, spiega Ortolani, e andrebbero sottoposte a verifiche e accertamenti: non si tratta di fare allarmismo gratuito, conclude, non è questo l’obiettivo, si tratta di agire secondo il buon senso e il principio di precauzione.

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