Sisma, aziende contro lo Stato “poco generoso”

Le imprese terremotate dovranno sopportare costi enormi nel prossimo futuro, costi che rischiano di far chiudere le aziende. E’ questa la preoccupazione più grande di CNA, Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti, che da una conferenza stampa unitaria lanciano l’allarme.

“Lo Stato è poco generoso verso le imprese dell’Emilia”, dicono le associazioni degli artigiani e dei commercianti.

Secondo loro in nessuna area del Paese che abbia subito devastazioni come il terremoto dell’Emilia è mai stata trattata così ingenerosamente dai suoi governanti. E’ pesante il commento delle associazioni all’indomani del decreto legge che riconosce la sospensione dei pagamenti delle tasse esclusivamente per le aziende direttamente danneggiate dal sisma.

Ciò significa che le imprese che hanno subito danni indiretti, anche pesanti sotto il profilo economico, in seguito al terremoto, dovranno pagare tutto in una unica soluzione, alla scadenza prevista di qui a un mese, senza alcuna possibilità di rateazione delle somme. Per le associazioni è la classica goccia che ha fatto traboccare un vaso ormai al limite.

Il direttore di Cna, Corradino Merli, ha detto che verrà fatto il possibile per introdurre modifiche sostanziali in sede di approvazione al Senato.

Le associazioni chiedono che la sospensione fino al prossimo 30 giugno sia applicata per tutte le aziende dell’area del sisma e comunque venga riconosciuta la possibilità di rateizzare i pagamenti anche per le imprese che non hanno subito danni indiretti. Si tratta di migliaia di attività nella quale si concentra il 60% degli occupati della provincia di Ferrara.

Altro tema scottante è l’adeguamento sismico dei capannoni prefabbricati delle aziende che non hanno subito danni diretti che comporterà per centinaia di piccole imprese cifre spropositate, senza che ancora siano chiari i possibili finanziamenti pubblici a questo titolo. “C’è troppa burocrazia e incertezza”, dice Giuseppe Vancini direttore di Confartigianato, “ma pochi sostegni”.

Il presidente di Ascom Cento, Marco Amelio, intanto lancia l’allarme sulla fuga delle imprese dalle aree terremotate. “Il provvedimento del governo è insufficiente e offensivo”, sottolinea il direttore di Confesercenti, Alessandro Osti, “e non capisco perché nell’Abruzzo colpito dal sisma del 2009 il pagamento delle tasse sia stato sospeso per quasi due anni mentre in Emilia si parla solo di pochi mesi”.

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