Sisma, come cambiano le scuole

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A pochi giorni dall’inizio della scuola e dalla prima campanella se si guardano le scuole nell’alto ferrarese si capisce che il terremoto, oltre ai danni, alle vittime e alle difficoltà, ha portato anche cambiamenti radicali al sistema dell’istruzione. Da subito il commissario per la Ricostruzione, Vasco Errani, insieme ai sindaci, ha voluto puntare da subito sulla riapertura scuole.

Cioè riportare gli studenti negli istituti già da settembre 2012. Una corsa contro il tempo che ha avuto anche diverse difficoltà: alcuni studenti infatti, come inizialmente a San Carlo e a Cento ad esempio, hanno seguito le lezioni nei moduli-container.

Un periodo durato massimo un anno. Diversi milioni di euro sono stati investiti laddove le scuole sono state abbattute o risultavano inagibili a causa delle scosse. Alcuni istituti sono stati restaurati e messi in sicurezza, come l’istituto superiore tecnico Bassi-Burgatti di Cento, inaugurato nella sua vecchia sede il 17 settembre corso.

Ma se ci spostiamo nei centri più piccoli notiamo come la scuola sia cambiata. I nuovi istituti sono stati costruiti da nuovo, con strutture antisismiche, ad alto risparmio energetico e con spazi adatti all’educazione e allo svago dei bambini. Prima invece alcune scuole erano in edifici vecchi e risalenti per la maggior parte all’epoca fascista. Si trattava di spazi dispersivi e non confortevoli spesso che non rispondevano più agli standard strutturali di questi ultimi anni.

Come a San Carlo, dove la vecchia scuola è stata abbattuta per fare spazio alla nuova struttura prefabbricata a un piano solo che, oltre ai materiali da costruzione all’avanguardia, avrà anche una palestra. Un istituto costruito grazie anche alle donazioni arrivate da tutta Italia.

Una solidarietà che ha dato una scuola all’avanguardia anche ai ragazzi delle medie di sant’Agostino. Pannelli solari, aule luminose e coibentate e spazi adeguati alle esigenze scolastiche.

Progetti simili sono stati eseguiti anche a Vigarano Mainarda, Poggio Renatico, a Mirabello e nel bondenese. Quindi, seppur nelle difficoltà e nel dramma, il terremoto ha comunque sbloccato milioni di euro che hanno cambiato radicalmente il sistema scuola e hanno consegnato strutture all’avanguardia agli studenti.

Però, il sisma, ha fatto abbattere anche edifici che hanno rappresentato la storia di comuni e di piccoli paesi dell’alto ferrarese.

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