Sisma, il dissequestro dei capannoni

La Procura di Ferrara ha disposto il dissequestro dei capannoni crollati dopo il sisma del 20 maggio e che hanno causato la morte di tre operai, due alle Ceramiche Sant’Agostino e uno alla Tecopress di Dosso.

Il provvedimento firmato ieri dal pm Nicola Savino di fatto permette alle aziende di ripartire con lo sgombero delle macerie provocate dal terremoto.

Il via libera è arrivato anche dopo l’ok del consulente della procura, l’ingegnere Claudio Comastri,  che dovrà aiutare a capire gli inquirenti quali sono state le reali cause del crollo dopo il terremoto che alle ceramiche Sant’Agostino è costata la vita a due turnisti, Nicola Cavicchi, 35 anni e Leonardo Ansaloni di 51, mentre alla Tecopress ha visto come vittima Gerardo Cesaro di 55 anni.

Alle due tragedie di Sant’Agostino e Dosso se ne è aggiunta una terza: la morte – lo ricordiamo – dell’operaio Tarik Naok, deceduto dopo il crollo all’Ursa di Bondeno.

Per le tre aziende sono aperti tre fascicoli per omicidio colposo. Quello dell’Ursa di Bondeno è a firma del sostituto procuratore Nicola Proto.

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