Sisma, necessari fondi per beni monumentali

Dopo la chiusura dell’ultima tendopoli ancora aperta in regione, il campo gestito dal Comune di Carpi che ospitava 150 persone, arriva la conferma della promessa del governatore dell’Emilia-Romagna: nessuno trascorrerà l’inverno nelle tendopoli, aveva detto Vasco Errani, in più occasioni.

Il commissario per la ricostruzione, insieme ai sindaci del comuni del cratere, ora però dovranno affrontare il corposo problema legato ai beni culturali, come conferma anche la Presidente della Provincia di Ferrara.

Sono 1.438 i complessi architettonici dell’Emilia-Romagna danneggiati dal sisma del 20 e 29 maggio, di cui l’80% nella sola provincia di Modena. Ma, secondo le stime della direzione regionale per i Beni culturali e paesaggistici, che ha raccolto ben 3.702 segnalazioni, sarebbero più di 2.500 i beni coinvolti, dal momento che molti complessi aggregano più edifici.

Per mettere mano alla questione servono provvedimenti importanti. Già ieri, durante la visita per fare la conta dei danni in Certosa del dopo sisma, l’assessore ai lavori pubblici del Comune di Ferrara, Aldo Modonesi, aveva lanciato l’allarme sui tempi di ricostruzione del cimitero monumentale. “Se non ci sarà un provvedimento commissariale ad hoc per sistemare i danni nella Certosa e nel Tempio S.Cristorofo, dove si contano danni per circa 1 milione e 300mila euro, serviranno dai 6 ai 7 anni.

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