Sisma, no alla detassazione dei rimborsi assicurativi

07 sisma ricostruzioneFormulata in modo bipartisan dai senatori emiliani, la richiesta di detassare i rimborsi assicurativi per chi si era tutelato contro i danni provocati dal sisma, è stata bocciata da Ministero dell’Economia e Ragioneria dello Stato. Dunque, se non ci sarà un cambio di rotta, gli imprenditori che si erano tutelati stipulando un assicurazione contro le conseguenze delle calamità naturali dovranno versare allo Stato, sotto forma di tasse, metà dei risarcimenti. Secondo le stime solo nel modenese, dove circa il 60% delle imprese risultano assicurate, l’operazione costerà circa 500 milioni di euro. La decisione non è piaciuta alla Confindustria di Modena che attraverso i suoi rappresentanti l’ha definita inaudita. Dubbi e perplessità sono stati espressi anche dall’assessore regionale alle attività produttive Giancarlo Muzzarelli. “La cosa è sorprendente è incomprensibile perché il la norma è già legge dello Stato con l’art.12 bis del decreto 74 convertito dalla Legge 122 del 2012, si trattava solo di renderla più chiara per evitare interpretazioni burocratiche e inutili contenziosi” ha spiegato Muzzarelli, invocando un impegno straordinario di Governo e Parlamento per risolvere tutti i problemi ancora sul tappetto.
Da Roma però è arrivata anche qualche buona notizia visto che il decreto sulle emergenze approvato in prima lettura dal senato farà arrivare altri fondi in Emilia Romagna e nelle altre zone colpite dal sisma dello scorso maggio. Il provvedimento, che ora passa all’esame di Montecitorio, utilizza il meccanismo della deroga al patto di stabilità interno per sbloccare fondi considerati vitali per affrontare le emergenze ambientali.
Per quanto riguarda l’Emilia i fondi sbloccati ammontano a 50 milioni. Il decreto prevede, inoltre la detassazione dei contributi per la ricostruzione. Ciò significa che i finanziamenti pubblici non concorreranno alla formazione del redditto imponibile ai fini delle imposte sul redditto e dell’imposta regionale sulle attività produttive. Gli altri fondi sbloccati dal decreto riguardano il sisma in Abruzzo, l’area industriale di piombino, la Tav, l’Expo 2015, il Porto di Genova e l’emergenza rifiuti a Palermo e in Campania.

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