Sit-in davanti al San Giorgio per Paolo Cazzanti

05 paolo giullari sangiorgio

Sit in venerdì mattina davanti all’Ospedale San Giorgio per chiedere che Paolo Cazzanti venga ricoverato presso questa struttura di riabilitazione altamente qualificata . Paolo, affetto da sclerosi multipla, secondo i medici dovrebbe essere ricoverato in una lungodegenza; ma è proprio questo che la moglie e gli amici rifiutano e chiamano a raccolta attraverso face book per i venerdì. . Al telefono il prof. Basaglia, primario della Medicina riabilitativa, si dice pronto a riceverli

“A Paolo, dice, serve una lungodegenza efficace, ma forse è proprio l’immagine della lungodegenza che spaventa i famigliari, perchè a Ferrara ancora mancano in questi reparti posti letti specificamente dedicati alla riabilitazione estensiva.”

A 26 anni anni, colpito dalla sclerosi multipla, ha dovuto abbandonare il lavoro e la musica: Paolo Cazzanti, batterista di un gruppo rock “I Giullari” dal 1996 combatte contro la sclerosi multipla. Una lotta coraggiosa, che questo giovane uomo combatte avendo al proprio fianco la moglie, Claudia, gli amici, tanti medici del Sant’Anna. Una lotta purtroppo impari, da quando la sfortuna si è accanita su di lui. Paolo, infatti, dopo essere rimasto vittima 2 anni fa di un grave incidente stradale, da cui sembrava essersi ripreso, pur nei limiti della malattia, nello scorso mese di aprile ha subito un gravissimo shock settico, che lo ha portato al coma e alla rianimazione, a cure pesanti e ad un aggravamento generale della situazione. Oggi Paolo, ricoverato al Sant’Anna per problemi di respirazione, non muove più nessuno dei suoi arti, e chiede aiuto. Chiede aiuto perché non si rassegna , ma vuole combattere ancora e sempre con la moglie e gli amici, al fianco, con i medici, che lo conoscono, lo stimano, e vorrebbero aiutarlo. Ma ci sono regole che complicano le cose, ci sono carenze, ostacoli , difficili da capire e soprattutto da accettare

Quello che oggi Paolo, la moglie e gli amici chiedono, in questi giorni attraverso un appello su face book, è un ricovero al San Giorgio, dove Paolo è già stato con successo in passato. Qui si pratica la riabilitazione intensiva, specialità per la quale non solo il San Giorgio è centro regionale di eccellenza, ma centro riconosciuto a livello nazionale e internazionale.” Un centro deputato alla riabilitazione intensiva, ci dice il primario, prof. Nino Basaglia, al telefono, mentre oggi Paolo avrebbe bisogno di una riabilitazione estensiva, continua, che significa più di un’ora al giorno di riabilitazione, ma meno di tre”.

“Oggi, continua Basaglia, il San Giorgio non solo manca di 10 posti letto, ( ma questo è un discorso su cui siamo tornati più volte per le polemiche di cui è stato ed è al centro in città) , una mancanza che limita di molto la sua capacità di accogliere pazienti, ma deve dare la precedenza a chi ha bisogno di terapia intensiva. Forse più avanti, anche Paolo potrebbe tornare, aggiunge il primario da noi, per la riabilitazione intensiva. E’ una questione di appropriatezza, conclude. E insiste, oggi a Paolo serve un attentissimo piano assistenziale infermieristico, il ricovero al San Giorgio non sarebbe del tutto appropriato. Forse, continua, se avessimo qualche posto in più, potremmo accoglierlo per un breve periodo anche adesso, magari in attesa che all’ospedale del Delta o a quello di Argenta dall’Asl vengano destinati alcuni letti della Lungodegenza di quei due ospedali proprio alla riabilitazione estensiva. enerdì, gli amici di Paolo saranno davanti al San Giorgio, chiederanno di essere ricevuti dal professore, che si dice ben contento di parlare con loro. “Conosco bene Paolo e sono davvero dispiaciuto per lui…” forse …se ci fosse qualche letto in più… il fatto è che al San Giorgio ogni giorno ci sono casi di questo tipo, ma ci sono delle regole eppoi, aggiunge, la logica medica ci impone di dare la precedenza a chi ha bisogno con urgenza di riabilitazione intensiva…”.

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Un pensiero su “Sit-in davanti al San Giorgio per Paolo Cazzanti

  • 25/07/2013 in 18:28
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    IO GLI MANDEREI QUALCHE PAPAVERO DELLA SANITà REGIONALE IN LUNGODEGENZA!

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