L’Emilia Romagna alla guida di Slow Food

slow foodSono due su sette i componenti del nuovo Comitato Esecutivo di Slow Food Italia provenienti dall’Emilia-Romagna.

I due neo consiglieri sono stati eletti ieri, al termine del IX Congresso nazionale dell’associazione che si è tenuto a Montecatini.

Antonio Cherchi, 63 anni commercialista vive e lavora a Modena; Giorgia Canali, 32 anni, di Cesana, giornalista del Corriere di Romagna. Sono i due componenti emiliano-romagnoli eletti in queste ore nel comitato esecutivo di Slow Food che ha riunito, a Montecatini Terme, 650 delegati da tutta provenienti da tutta Italia Chiamati a dirigere l’Associazione, insieme ad altri cinque colleghi, nel percorso di rinnovamento che porterà al Congresso del 2020, i due nuovi consiglieri porteranno in dote la loro esperienza emiliano romagnola nella rete Slow Food italiana.

“Della mia regione mi piacerebbe portare dentro slow food, la capacità di fare squadra di una terra dove si coniuga competizione con cooperazione, dove c’è un forte spirito solidaristico. Insomma “il saper fare e cercare di farlo ben” ha dichiarato Cherchi. “Della Romagna voglio portarmi la capacità di accoglienza, la sua storia anarchica e resistente, quella di un terra che ha saputo rifiutare i modelli imposti, quando questi erano ingiusti o superati e ripensarne di nuovi, senza stancarsi di sognare il futuro”. Ha spiegato Canali.

“Ci impegneremo a far nostri i temi delle mozioni, dei documenti e dei contributi che sono stati depositati da diverse parti d’Italia durante il Congresso sui temi delle migrazioni, della giustizia del cibo che consumiamo, del sostegno della rete dei giovani, dell’agricoltura sociale, della riqualificazione ambientale, della mobilità sostenibile così come della lotta a qualsiasi tipo di sfruttamento ambientale, umano e sociale nel sistema produttivo agricolo dei nostri territori” sottolinea il nuovo esecutivo

Oggi sono 13 i Presidi Slow Food riconosciuti in Emilia-Romagna, su circa 300 in tutta Italia, per un totale di una quarantina di piccole realtà produttive. Un elenco di produzioni di nicchia di alto pregio che comprende prelibatezze rare come l’ Anguilla marinata di Comacchio, il Culatello di Zibello di Parma, la Mortadella classica di Bologna,il Sale marino artigianale di Cervia, la Pera cocomerina dell’Alta Vale del Savio… Solo per citarne qualcuno. E Presto altri quattro si aggiungeranno alla lista: la Pecora cornigliese di Parma, il Carciofo violetto di San Luca, nel bolognese, la Ciliegia Moretta di Vignola (Mo) e la Pesca dal buco incavato di Massa Lombarda (Ra).

“Bisogna ridare valore al cibo perché oggi il cibo è una commodity” ha ribadito Carlo Petrini. Il cibo quindi come volano sociale dell’associazione per parlare anche di ambiente, cultura e comunità.

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