Smalti per unghie, l’inchiesta di Salvagente

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Pubblichiamo un’interessante inchiesta realizzata dalla redazione della rivsita “Salvagente” sugli smalti per unghie e pubblicata nel numero dello scorso 24 aprile. L’inchiesta è stata realizzata dalla giornalista Anna Gabriela Pulce.

Primavera significa colore. E colore significa anche unghie smaltate. Che si tratti di adulte o bambine, la tentazione di ricorrere a una spennellata su mani e piedi è praticamente irresistibile. A quali costi?
Dal punto di vista economico c’è solo da scegliere, tra boccette a poco più di 1 euro e grandi griffe che superano i 20 euro. Una forbice di prezzi che nulla ha che fare con la sicurezza. E, c’è da giurarlo, neppure con una presunta maggiore durata della colorazione una volta stesa sulle unghie.
La durata? Al massimo 5 giorni

Nonostante sulle confezioni i produttori promettano una lunga “tenuta”, anche per due settimane, la tinta resta impressa sulle unghie per un massimo di cinque giorni. È questo, per lo meno, uno dei risultati di una prova realizzata dalla svizzera Frc, la Federazione romanda dei consumatori, che ha misurato quanto resiste uno smalto non nelle condizioni ideali delle modelle utilizzate in pubblicità, ma alla prova dei “mestieri” quotidiani: cucina, lavatrice, pulizie, computer. E ha stabilito che, nei casi migliori, è quasi impossibile non doverli rispennellare ogni cinque giorni.
Passi in avanti sulla sicurezza

Torniamo però alla sicurezza di quanto stiamo per mettere sulle nostre unghie. Una caratteristica per nulla scontata, dato che lo smalto è uno dei cosmetici in circolazione più carichi di sostanze pericolose ed estremamente volatili, dunque in grado di essere respirate dalle utilizzatrici.
A giudicare gli ingredienti di una buona parte dei marchi che costituiscono questo mercato è stato il Salvagente che ne ha selezionati 14, tutti acquistabili in Italia, nei negozi o attraverso i portali di vendita di cosmetici su internet. Il risultato delle ricerche, va detto, è confortante: rispetto ad analoghi test degli anni passati, infatti, a essere bocciati sono stati “solo” 7 campioni su 14. La metà di quelli analizzati, è vero, ma non la quasi totalità come purtroppo succedeva solo fino a qualche anno fa.
Via formaldeide e toluene

Le buone notizie non finiscono qui: le analisi del Salvagente, infatti, non hanno trovato sostanze a cui eravamo abituati, quali formaldeide e toluene, riconosciute dalla comunità scientifica per la loro azione fortemente aggressiva e classificate come cancerogene, mutagene e tossiche per la riproduzione.
Ma restano gli ospiti sgraditi

Ciò non significa che gli ingredienti problematici siano completamente spariti e negli espositori dominino prodotti innocui. E lo dimostrano le tabelle pubblicate dal settimanale dei consumatori
Analisi alla mano, emerge un uso abbondante di filtri Uv fortemente allergenizzanti così come lo è il trifenilfosfato, utilizzato come plastificante in queste miscele.
Stessa controindicazione per la presenza di composti alogenorganici, rintracciati negli smalti Catrice, P2 Color, L’Oréal e Maybelline. Peggiore, invece, i rischio che corrono le amanti di Chanel che nella miscela del rosso “Le Vernis” troverebbero il fenolo, sostanza chimica tossica.
C’è da osservare che questo smalto della famosa casa parigina non è più in produzione, ma abbiamo deciso di inserirlo in tabella dato che è ancora possibile trovarlo in vendita.
Etichette “smaltate”

Un’ultima annotazione riguarda la scarsa trasparenza delle etichette di alcune confezioni a­na­lizzate. Si tratta di quelle Dior, Max Factor, P2 Color, L’Oréal, Maybelline e Chanel che riportano un “può contenere” probabilmente per non dover cambiare gli ingredienti a seconda del colore degli smalti prodotti. Una scelta lecita, ma non propriamente corretta, a nostro giudizio, e per questo penalizzante nel voto finale di questi campioni.

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