SPAL: la Roma è di un altro pianeta, ma quel rigore…

Tanti dubbi sul contatto a Fazio-Antenucci, sullo 0 a 0, ma la squadra di Semplici pare in debito di ossigeno

La partita tra Spal e Roma è stata tale per poco più di mezz’ora, ovvero fino al momento in cui Vicari, nel disperato tentativo di anticipare Strootman, ad un passo dalla porta di Meret, infilava il pallone alle spalle del suo portiere. Da lì in avanti lo strapotere fisico e tecnico degli uomini di Di Francesco, in gol nella ripresa anche con Nainggolan e Schick, non lasciava spazio anche alla minima speranza di rimonta di una Spal parsa anche in vistoso debito di ossigeno. La Spal, che Semplici aveva schierato riproponendo Schiattarella in regia, affiancato da Everton Luiz e Kurtic, relegando in panchina Viviani e anche Grassi, iniziava cercando di tenere gli avversari il più possibile lontani dalla sua area. Nelle prime fasi l’operazione riusciva, anche se, quando ripartiva, la Roma dava sempre la sensazione di poter far male. Al 13’ però Fazio si faceva sorprendere dalla prontezza di Antenucci nel proiettarsi su un lungo rilancio delle retrovie. In chiaro ritardo, il difensore giallorosso dover far ricorso a tutto il suo mestiere per bloccare il capitano spallino proiettato verso Alisson. Poteva starci il rigore. Tagliavento ha lasciato invece correre e altrettanto hanno fatto gli uomini VAR, Fabbri e Peretti. Almeno uno sguardo al monitor ci sarebbe potuto stare. Non è detto che la Spal avrebbe vinto, o pareggiato, ma certamente la partita avrebbe potuto prendere una piega diversa. Almeno sotto il profilo psicologico. Invece ancora una volta l’ennesimo episodio dubbio è stato letto in modo sfavorevole ai biancoazzurri. Poi la Roma ha iniziato a macinare gioco e per la Spal si è fatta notte, anche perché Semplici è stato costretto a rinunciare in rapida successione a Vicari, Schiattarella e Meret. Biancoazzurri che stanno attraversando un momento di appannamento fisico-atletico, con campanelli di allarme che, sotto questo profilo, erano già squillati nelle gare con Atalanta, Fiorentina e Chievo, in cui, nei secondi tempi erano venuti a ritrovarsi costantemente a ridosso della loro area. Al proposito potrebbe rilevarsi importantissimo affrontare lo “spareggio” di domenica prossimo al Bentegodi con due giorni di riposo in più, rispetto al Verona, impegnato nel posticipo di lunedi sera a Marassi con il Genoa. Ulteriori 48 ore anche per lo staff medico, che sarà impegnatissimo per cercare di recuperare Vicari, Schiattarella e Meret. Dover rinunciare soprattuto al perno della difesa e a quello che era divenuto, dal momento in cui la Spal aveva cambiato marcia, l’uomo perno del centrocampo sarebbe pesantissimo. In difesa non esistono vere alternative al centrale romano, mentre nel settore nevralgico il periodo di appannamento prolungato di un deludente Kurtic, oltre alle prove a corrente alternata di Grassi e Viviani, non possono certamente far dormire sonni tranquilli Semplici, che deve anche fare i conti con le tossine che stanno appesantendo i muscoli di Antenucci e Paloschi. E’ comunque necessario non pensare alla gara con la Roma, che era prevedibile potesse chiudersi con una sconfitta, ma far leva sui precedenti otto risultati utili consecutivi, per ripartire e arrivare almeno a 36 punti, quota sotto la quale difficilmente potrà essere festeggiata la salvezza, anche alla luce della vittoria, sulla Fiorentina, del Sassuolo, che si porta in zona tranquillità, a 37 e che, tra l’altro, non sarà costretto a dannarsi l’anima tra una settimana a Crotone.

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