Soldato Jane abbatterà cliché della donna debole anche in Italia?

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Soldato Jane abbatterà’  il cliché della donna debole anche in Italia ?

Tre donne del corpo dei Marines americani sconfiggono definitivamente anche nel nostro Paese il cliché del sesso debole: hanno superato l’addestramento necessario ad affrontare un combattimento. La notizia – che riguarderà le donne a partire dal 2017- data dalla presidente della Provincia Marcella Zappaterra nel corso del Consiglio congiunto comunale e provinciale organizzato in occasione della Giornata mondiale contro la Violenza sulle Donne – ha voluto sottolineare in modo provocatorio il contrasto tuttora vitalissimo in Italia fra le capacità dimostrate in tutti i settori dalle donne e la loro scarsa presenza nei ruoli di vertice in tutti i campi.

Difficile far accettare nel ns. Paese il rispetto per la donna e ancora più difficile ammetterne il valore al di fuori dei ruoli tradizionali. Una difficoltà che ha le radici in una visione culturale ancora diffusa  e di cui si nutre anche il fenomeno della violenza sulle donne. Il consiglio congiunto di Provincia e Comune di Ferrara ha visto la presenza delle associazioni femminili e di tanti rappresentanti delle Istituzioni che fanno parte della rete creata a Ferrara per la tutela delle donne nei confronti della violenza di cui continuano ad essere vittime su tanti fronti diversi.

Tutela , educazione e prevenzione : parte inevitabilmente da qui e quindi dalla scuola  il cambiamento culturale di cui il Paese ha bisogno. Un obiettivo da realizzare tornando ad investire nelle politiche educative, pensando alle nuove generazioni. Tiziano Tagliani sindaco di Ferrara  insiste sulla necessità di un ‘azione dal basso, sostenuta da politiche di contrasto alla violenza . Da sola, dice Tagliani, la politica non può bastare!

Ferrara dice la presidente del centro anti violenza Paola Castagnotto conferma i dati negativi sul fronte dei casi di violenza , ma potenzia le azioni di sostegno e tutela. Servono gli investimenti promessi dalla legge 119.

128 donne uccise dall’inizio dell’anno e’ segno di una sconfitta politica sociale culturale, la repressione non basta, la dignità della donna deve essere riconosciuta a livello prima di tutto della società. Poi servono le reti, la sensibilizzazione, le convenzioni, i progetti. Come ribadisce il prefetto di Ferrara Dott Provvidenza Raimondo.

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