Sorolla ai Diamanti

I giardini di luce di Joaquin Sorolla cominciano a prendere forma tra il 1906 e il 1907 . Il pittore spagnolo è all’apice della propria fama: ha attraversato le stagioni dell’impressionismo e del simbolismo, si è affermato come grande ritrattista accanto a personaggi come Boldini e Sargent, ha viaggiato e ha costruito la propria arte nelle grandi capitali europee, Roma e soprattutto Parigi. Valencia, la sua città natale, lo considera già un concittadino illustre: il pittore, superati i 50 anni, inizia a creare, per se stesso e non più per il pubblico, quei giardini di luce che sono il filo conduttore della mostra che aprirà i battenti al Palazzo dei Diamanti il prossimo 17 marzo, organizzata da Ferrara arte in collaborazione con il museo di belle arti di Granada e con il museo Sorolla di Madrid.

La mostra ripercorre gli anni della maturità di questo pittore nato nel 1863: e la prima parte della mostra sarà dedicata proprio ai ritratti dei famigliari di Sorolla, immersi e quasi assorbiti dall’atmosfera di luce e colore che il pittore riesce a creare sulla tela.

Difficile non ricordare, in questa attenzione al giardino come luogo pittorico, i dipinti dell’ultima fase della vita di Monet, tutta dedicata a tradurre in pennellate di colore gli scorci del giardino delle ninfee di Giverny.

Una passione confermata da Sorolla nella creazione del giardino della casa di Madrid, a cui è dedicata la sezione conclusiva della mostra: Sorolla nel frattempo ha scoperto i paesaggi andalusi, ha dipinto Granada e la Sierra Nevada, e verso la fine della propria vita, che arriverà nel 1920, si rifugia in questo angolo di segreta bellezza per dedicarsi nuovamente alla pittura della luce.

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