SPAL: Colombo gioventù, Melchiorri esperienza, Pomini saggezza

Tutti con lo stessa convinzione di poter essere utili alla crescita di una squadra con ottime possibilità di ben figurare

Tris di nuovi acquisti nella carrellata della presentazione dei neospallini. E’ stato il turno di Federico Melchiorri, Lorenzo Colombo e Alberto Pomini. “Ultimo acquisto -ha esordito, presentando l’attaccante arrivato dal Perugia, Massimo Tarantino-, sarà molto utile in un reparto dove abbiamo talento e qualità, ma poca esperienza. Al contrario Melchiorri ha tanti anni di calcio alle spalle”. “Non solo esperienza -ha incalzato Giorgio Zamuner-, ma anche qualità e, seppur non più giovanissimo, ancora una buona fisicità. Sono convinto che potrà dire la sua e ritagliarsi anche molti spazi”.”Me lo chiedi pure? -ha esordito il 34enne attaccante marchigiano- E’ stata la risposta data al mio procuratore quando mi ha prospettato l’opportunità di venire alla Spal. Sono felicissimo, per me è una grande occasione professionale. Mi impegnerò per mettere a disposizione dei miei compagni più giovani tutto il mio bagaglio di esperienza, ma cercherò anche di dimostrare di poter dare tanto anche in campo, preferibilmente come punta centrale, ma nella mia carrera mi sono ben disimpegnato in tutti i ruoli dell’attacco. Anche se ho avuto poche possibilità di allenarmi con i miei nuovi compagni di reparto, posso dire che Colombo ha grandi potenzialità e che Latte Lath ha doti fisiche impressionanti, potenza e brillantezza. Hanno entrambi ampi margini di miglioramento”.

Dalla maturità di Melchiorri alla gioventù di Colombo. “Al di là delle indiscutibile doti tecniche -ha esordito Giorgio Zamuner, presentando l’attaccante reduce dal gol vittoria dell’Under 21 con Montenegro- parliamo di un calciatore completo di grande prospettiva e, cosa non di secondo piano, allettato dalla possibilità di indossare la maglia della Spal. E’ stato tra i primi giocatori che abbiamo contattato, ma, per farlo arrivare a Ferrara, abbiamo dvuto attendere che il Milan potesse contare sui giocatori impegnati con le varie nazionali”. “C’è però un rammarico -ha proseguito Massimo Tarantino- Lorenzo è con noi solo in prestito, ma darà un enorme contributo alla Spal. Uno degli attaccanti più talentuosi del calcio italiano. E’ il prototipo della mia punta ideale. Durante il mercato tutti invocavano l’arrivo del top player, è Colombo, un giocatore al quale madre natura ha dato tutto ciò che serve per raggiungere obiettivi importanti”. “La spal merita un posto in alto nella classifica è tra le migliori squadre della serie B- sono state le prime parole di Colombo-, mi sono reso conto di questo appena arrivato a Ferrara. Ho trovato un ambiente perfetto per poter lavorare bene, un allenatore che ha idee che condivido in toto”. -Biglietto da visita di tutto riguardo con i gol che hanno fruttato due vittorie per la Spal e l’Under 21, tutti ora contano sulle prodezze di Colombo. Le responsabilità aumentano- “E’ vero, c’è un pò di pressione -ha risposto l’Azzurrino-, ma è giusto. Mi aspetto anche io tanto da me stesso, sono convinto di poter dimostrare il mio valore, so che per farlo bisogna lavorare, la volontà non mi manca”. -Posizione preferita? “Mi trovo meglio come terminale offensivo con qualche compagno alle spalle, il 4-2-3-1 è perfetto per le mie caratteristiche. E’ il gioco che vuole Clotet, mi piace perchè chiede sempre pressing alto e manovra in avanti, alla ricerca del gol. Atteggiamento da cui gli attaccanti traggono vantaggio, perchè sono sempre vicini alla porta”. -Dispiaciuto aver lasciato il Milan, la serie A?- “E’ un’idea condivisa con mister Pioli, serviva un altro passaggio prima di rientrare al Milan”. -Dove c’è stata l’opportunità di lavorare con un certo Ibrahimovic- “Sono orgoglioso di aver avuto la possibilità -ha prontamente sottolineato Colombo- di confrontarmi con uno dei più grandi attaccanti della storia del calcio. Fantastico, unico, anche durante gli allenamenti pretende sempre il massimo, te lo fa capire pure con le maniere forti, ognuno con lui da’ tutto, fa alzare l’intensità degli allenamenti, tutta la squadra ne trae vantaggio. Non posso però nascondere che il giocatore al quale maggiormente mi ispiro è però Batistuta. Tiro potente, tanta aggressività”.

Il giro di presentazioni di giornata si è concluso con Alberto Pomini. “Oltre che per gli insegnamenti che potrà dare agli altri nostri portieri -ha affermato Massimo Tarantino- il suo bagaglio di esperienza sarà utile a tutta la squadra, in particolare al reparto difensivo”. “Pomini è arrivato alla fine del mercato, dopo la cessione di Meneghetti, -ha proseguito Giorgio Zamuner-, ma avevamo sempre ritenuto opportuno inserire nella nostra rosa un portiere che conosce bene la categoria e che con un certo tipo di atteggiamento e cultura riteniamo potrà essere molto utile a tutto il gruppo.
Ma non solo per questo perchè siamo convinti che si impegnerà anche per ritagliarsi spazi importanti”. -Per questo ha scelto la maglia numero “1”?- “Nella mia carriera non l’ho mai avuta -ha esordito il quarantenne estremo difensore arrivato dal Venezia-, ma ho soprattutto voluto evitare la “12”, perchè per me è sempre stata sinonimo di riserva. L’ho sempre odiata… Sono qui per dare una mano ai miei giovani colleghi, ma non solo”. -Ovvero?- “Dopo una stagione particolare -ha proseguito Pomini- l’anno scorso a Venezia ho ritrovato entusiasmo, come quello di un ventenne. Le stesse sensazioni che sto provando alla Spal. Ho trovato un gruppo con tanta voglia di lavorare, con ragazzi umili, pronti a mettersi in discussione. E’ importante che anche chi non gioca con continuità si alleni sempre al massimo. Questo consente di alzare l’intensità del lavoro e tutti ne traggono vantaggio”. -Con Pomini, Thiam e Seculin, tutti al lavoro sotto il vigile sguardo di Scalabrelli- “Con Scala ci conosciamo da una vita -ha ricordato Pomini- ci siamo anche trovati in campo da avversari. Ha metodologie di lavoro che si adattano particolarmente alle mie caratteritiche. Con Thiam ha quel rapporto che può avere un padre con un figlio, io posso ritenermi lo zio. E’ importante per un giovane poter contare, specialmente nei momenti di diffcioltà, sulla vicinanza di persone più mature e disponibili a dispensare consigli che possono farti crescere. Ha ampi margini di crescita, importante è crederci, me ne sono reso conto io quando, a 38 anni, ho trovato ancora il modo di migliorarmi. In questo campionato -ha concluso il numero “1” della Spal- sarà necessario l’aiuto di tutti. Si profila un’annata molto impegnativa. Ho tanta esperienza in serie B. Molto è cambiato dal mio debutto in questa categoria(2008) quando il livello era molto alto. Poi ci sono stati vari campionati in cui la quantità mi è parsa superiore alla qualità, mentre nelle due ultime stagioni il livello si è alzato notevolmente, possiamo parlare di un’A2. E, dando uno sguardo agli organici di quest’anno, ritengo si possa prospettare un’ulteriore crescita”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.