SPAL: si discute su moduli e gioventù

Dopo la terza sconfitta esterna e in vista della sfida con un Parma che stenta a decollare

Sette punti in sei gare un bottino che ad inizio stagione poteva anche essere messo in preventivo per la Spal. La società, a partire dal presidente Joe Tacopina, aveva, sin dai primi giorni in cui aveva preso il timone biancoazzurro, che l’obiettivo della prima stagione del nuovo corso è quello di affrontare un campionato tranquillo. Allo stato attuale delle cose la squadra di Clotet si ritrova proprio al centro della classifica, a tre punti dalla zona play-off e quattro lunghezze sopra quella a rischio. Aridi dati numerici a parte, che, con solo sei partite alle spalle, sono difficili da leggere. Per cercare di farsi un’opinione su quello che potrà essere il cammino di Vicari e compagni, è più opportuno prendere in esame le prestazioni e le sensazioni che possono essere emerse sul valore dell’organico a disposizione di Clotet e delle avversarie. Si evince chiaramente come la Spal abbia dimostrato di poter dire la sua in casa, quanto è parsa in difficoltà nelle gare esterne. Altro dato da non sottovalutare è che sei punti sono stati conquistati con le ultime in classifica e un buon pareggio è arrivato dalla sfida alla corazzata Monza. Per quanto riguarda le prestazioni lontano dal Mazza, tutto ancora da decifrare. La Spal a Pisa, Reggio Calabria e Terni ha sempre fatto la partita, surclassato le avversarie sul dato del possesso palla, sempre sul piano statistico è andata molto spesso al tiro, ma attenzione il calcio non è fatto solo di quei numeri che al giorno d’oggi, non sappiamo fino a che punto giustamente, hanno preso il sopravvento su valutazioni, tecniche e tattiche. Ovvio che la squadra di Clotet, comunque di base votata alla costruzione della manovra, abbia finito, trovatasi a lungo costretta a cercare la rimonta, con il prendere l’iniziativa. In tutte le occasioni ha fatto registrare un’evidente supremazia territoriale, ha provato in varie occasioni la conclusione, ma non sono state molte le limpide palle gol costruite. Le spiegazioni possono essere varie. Come giustamente tiene sottolineare Clotet, il gruppo è giovane, molto rinnovato, con numerosi giocatori arrivati a campionato iniziato, per cui serve tempo per raggiungere gli equilibri necessari per esprimere tutto il potenziale. A questo aggiungiamo la carta d’identità di molti ragazzi che compongono la rosa biancoazzurra. L’età media fatta registrare dalla Spal nelle sei partite disputate fino a oggi, compresi i giocatori subentrati, è infatti di 24 anni e 127 giorni, la più bassa di tutta il torneo cadetto. Questa potrebbe essere una chiave di lettura per le vistose difficoltà esterne, dove le astuzie che solo anni di militanza possono insegnare hanno molto spesso un peso determinante, specie in un campionato in cui lo spettacolo e le doti tecniche finiscono per l’essere sovrastate dalla ricerca di risultati con qualsiasi mezzo. Situazione evidente nelle tre trasferte da cui i biancoazzurri sono tornati a mani vuote. Il tasso di esperienza dei giocatori di Reggina e Ternana è fuori discussione, mentre il Pisa si è presentato al via del campionato con D’Angelo, che aveva già gettato le basi nella stagione precedente e potuto contare sul gruppo praticamente al completo fin dai primi giorni del ritiro estivo. Situazione diametralmente opposto a quella con cui sta confrontandosi Clotet. Giusto quindi concedere tempo al tecnico catalano per proseguire in tranquillità un lavoro finalizzato a cercare risultati attraverso una chiara filosofia di gioco. Probabilmente lo stesso Clotet sta ponendosi qualche interrogativo, a prescindere da quello del portiere, che sembrerebbe logico meritare ancora qualche prova d’appello, in particolare sul modulo, che però non può prescindere dalle caratteristiche dei giocatori a disposizione. Ci si chiede se sia giusto insistere con la coppia di centrocampisti(Viviani-Esposito), alle spalle del tridente di trequartisti e un solo vertice in attacco. L’alternativa potrebbe essere affiancare a Viviani, diventato il leader di questa squadra, due mezze ali, da scegliere tra, Crociata, Da Riva, Esposito e Zuculini. Un’ipotesi che potrebbe portare all’impiego di due trequartisti, uno certamente Mancosu, alle spalle di Colombo. Un’altra due punte, con l’ex capitano del Lecce a supporto del “9” scuola Milan, ma in questo caso si dovrebbero fare i conti con un parco attaccanti che non sembra offrire molte alternative. Propendendo per il centrocampo a tre sarebbe anche necessario trovare gli opportuni equilibri, a partire dal presidio delle corsie esterne in fase di non possesso. Sono soluzioni su cui Clotet sta certamente lavorando e potrebbe farlo con maggior determinazione durante la sosta, periodo in cui non dovrebbe però avere a disposizione Da Riva e Colombo impegnati con l’Under 21, che affronterà Bosnia Eregovina e Svezia. Prima ci sarà la sfida al Parma, in cui è difficile prevedere stravolgimenti. Sarà una gara durante la quale la Spal dovrà mettere in campo le armi su cui ha fatto affidamento con il Monza. Dinamismo, pressing, eventualmente cercando di dosare le energie, visto come, con i Brianzoli, si è ritrovata in debito di ossigeno dopo la prima mezz’ora. Le qualità del gruppo a disposizione di Maresca non possono essere messe in discussione. Patron Krause non ha badato a spese pur di conquistare l’immediato ritorno in serie A. Una situazione che potrebbe però mettere in discussione gli equilibri psicologici di Buffon, Schiattarella e compagni, oggi appena un punto sopra la Spal, con sei lunghezze da recuperare sulla zona promozione diretta e ancora lontani dal trovare un assetto che possa far rendere al massimo un gruppo di solisti, fino ad oggi parsi tutt’altro che quell’orchestra che il magnate USA si aspetta. Ai giocatori del Parma, che hanno già subito due sconfitte, difficilmente saranno tollerati altri passi falsi, quindi arriveranno al Mazza con una discreta pressione sulle spalle. Una situazione che i biancoazzurri dovranno cercare di sfruttare…

Un pensiero su “SPAL: si discute su moduli e gioventù

  • 01/10/2021 in 10:39
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    Ancora presto per tirare delle somme,Spal da casa o trasferta,errori singoli o collettivi,siamo una squadra giovane e molto inesperta,di vede,si è visto,in tutto le partite,a Pisa non prendi goal dopo 30 secondi,a Reggio non è vero che abbiamo surclassato l’avversario, è stato il contrario e a Terni anche loro hanno avuto parecchie occasioni
    In casa è una Spal diversa si,ma sempre con certi limiti,la squadra non è completa,se si vuole salvarsi tranquillamente penso proprio che si possa anche andare avanti senza ritocchi a Gennaio,ma penso che in fondo Tacopina e soci ai play-off ci pensino.
    La cosa più bella e teniamocela stretta è la compattezza di gruppo,Clotet e le idee di gioco che comunque sia in campo si vedono ..latitavano da un paio d’anni,come i tiri in porta,si vede voglia e aggressività,mancava da troppo una Spal così…FORZA SPAL

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