SPAL: accontentarsi, ma fino a un certo punto

Attesa per la scelta dell’allenatore e dei primi movimenti di mercato, per avere qualche lume sugli obiettivi della prossima stagione, ma non sembra il caso di sognare in grande

Doveroso accantonare sogni e pretese, queste le premesse con cui è opportuno avvicinarsi alla prossima campagna acquisti e cessioni. Nessuna novità. La strategia era stata indicata chiaramente dalla società al momento del consuntivo del mercato di gennaio. Anche se dopo la conclusione del campionato non sono arrivate indicazioni da proprietà e dirigenza, nulla fa pensare a inversioni di tendenza. La priorità va data al bilancio, al contenimento delle spese, per evitare di far saltare il banco. Rischio che non si correrà fino a quando al timone della società ci sarà la famiglia Colombarini. Almeno sotto questo profilo si può serenamente dormire tra due gianciali e al giorno d’oggi non è questione di poco conto. Poi ci sono i programmi tecnici. Partendo da questi presupposti, pronosticare che l’organico della Spal 2021/2022 possa piazzarsi nelle prime file della griglia per la corsa alla promozione appare un sogno o giù di lì. I big, Valoti e Berisha su tutti, sono destinati ad accasarsi altrove e, tra contratti in scadenza e chiusura prestiti, si profila una lunga serie di saluti. Tanto lavoro quindi per Giorgio Zamuner. Il Direttore dovrà azzeccare tante mosse. Non dovrà avere fretta, anche se sarebbe il caso di accelerare per l’allenatore, a meno la scelta non sia già stata fatta e caduta su un tecnico che non può venire allo scoperto perché impegnato nei play-off di serie C. Giustamente, senza fare proclami, Zamuner contatti li avrà già avviati, in particolare con le società, Atalanta e Sassuolo in testa, che potrebbero avere giovani adatti alle esigenze biancazzurre. Altri arrivi potrebbero essere compresi nelle operazioni di cessioni su cui la società conta per garantire linfa al bilancio. Considerate le difficoltà economiche con cui tutto il mondo del calcio dove oggi confrontarsi, non è da escludere si possa arrivare anche a qualche giocatore navigato, in esubero in altri organici o svincolato, in grado di assicurare il contributo necessario per allestire una rosa di buon livello. Non è ipotizzabile una Spal, almeno teoricamente, all’altezza delle big, ma è doveroso lasciare aperta la porta alle speranze di vedere completare un gruppo almeno in grado di potersi collocare tra le outsider. Da qui poi a definire un obiettivo ne passa. In serie B gli equilibri sono incredibili. Lo scorso campionato la promozione di Lecce e Monza era data per scontata, poi sappiamo tutti come è andata a finire. Al tempo stesso però il centroclassifica non è garantito. Le possibilità di arrivare ai play- off sono alla portata di tutte le squadre, così come i rischi di ritrovarsi nella bagarre per evitare la retrocessione. Oltre che dal mercato, molto dipende dal lavoro dell’allenatore, dalla sua capacità di trovare gli equilibri non solo sul campo, ma anche nello spogliatoio. Ovvio che, per bravo che sia, il tecnico può arrivare fino ad un certo punto. Un minimo di qualità nella rosa lo dovrà avere a disposizione. Come sempre nel calcio sarà fondamentale azzeccare la spina dorsale, a partire da quell’attaccante per il quale un sacrificio economico sarà indispensabile. Senza gol non si va da nessuna parte, specie da quanto la vittoria vale tre punti, anche se i miracoli nel calcio, vedi Cittadella, che sta giocandosi la serie A senza bomber, sono ancora possibili. Non resta che attendere fiduciosi, ad iniziare dalla nomina dell’allenatore, il valore del quale potrebbe ulteriormente fare chiarezza sugli obiettivi a cui la Spal 2021/2022 potrà ambire.

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