SPAL: bilancio nelle previsioni

Squadra in piena corsa per la salvezza

Stagione in linea con le aspettative. Sinteticamente potrebbe essere questa la considerazione sull’andamento del campionato della Spal ad una giornata dalla conclusione del girone di andata. Terz’ultimo posto, in coabitazione con il Crotone, 15 punti, a due lunghezze da Genoa e Cagliari, partite con ben altre considerazioni dagli addetti ai lavori, rispetto alla squadra di Semplici. Se il campionato fosse terminato oggi la Spal sarebbe salva, visto che al termine della stagione, in caso di arrivo a pari punti, dovranno essere presi in esame gli scontri diretti(1-1 il risultato della sfida con l’undici attualmente guidato da Zenga), in seconda analisi la differenza reti, oggi favorevole ai biancoazzurri(-12, contro -23 dei calabresi), ma di partite ne mancano ancora venti. La sensazione è che per festeggiare la permanenza in serie A sarà necessaria nel girone di ritorno una piccola accelerazione. Prevedibile che la salvezza possa essere conquistata attorno a quota 35(anno scorso 33), così come ipotizzabile che le due formazioni che finiranno con il far compagnia al Benevento, dovranno essere ricercate nel trio Crotone-Verona-Spal. Meno probabile, anche se non hanno ancora trovato gli opportuni equilibri, al contrario della formazione di Semplici, che ha lasciato per strada parecchi punti non per problemi tattici, bensì per errori dei singoli, il coinvolgimento nella bagarre di fondo classifica di Cagliari e Genoa. In casa Spal c’è piena consapevolezza della necessità di correre ai ripari ed intervenire sul mercato, con la volontà, ribadita dalla società, di cercare i rinforzi per mettere Semplici nelle migliori condizioni possibili per tagliare il traguardo salvezza. I reparti che necessitano di innesti sono difesa e centrocampo, mentre l’attacco risulta di prim’ordine anche se paragonato con compagini più ambiziose. In quello arretrato i tanti problemi fisici con cui suo malgrado continua a doversi confrontare a Felipe, hanno finito con togliere al tecnico spallino quello che doveva essere l’uomo guida per proteggere il sorprendente Gomis e far da chioccia a Vicari, Salamon e compagnia. Indispensabile, considerate le difficoltà di ambientamento e l’infortunio di Konate, pescare anche un esterno, possibilmente mancino. Infine la situazione più delicata, quella del centrocampo. Manca una alternativa a Viviani, che, seppur faticando a reggere i ritmi spesso esasperati della serie A, il suo contributo lo sta assicurando. A una Spal, che in questo momento di rilancio, sta affidandosi in buona parte alla vecchia guardia, serve, nel settore nevralgico, un contributo di esperienza e anche forza fisica, peculiarità che nessun elemento dell’attuale rosa può vantare. Ovviamente anche le rivali dei biancoazzurri cercheranno di alzare alla riapert delle liste il tasso tecnico dei rispettivi organici, ma la sensazione è che non dispongano ne’ delle risorse, ne’ della credibilità su cui può invece far leva la società ferrarese. Giusto quindi guardare al futuro, che nell’immediato propone sabato la trasferta a Marassi sul campo della Samp ed il 6 gennaio al Mazza il confronto con la Lazio, con ottimismo. Il tutto mai perdendo di vista che se la Spal la sera del 20 maggio si ritroverà con tre squadre alle spalle avrà conquistato lo scudetto. Determinante, specialmente nei momenti di vacche magre, che sicuramente da qui ad allora non mancheranno, tutto l’ambiente non perda di vista la realtà di una società, una squadra e una tifoseria, che si sono riaffacciate sul palcoscenico del massimo campionato dopo cinquant’anni disseminati di stenti, sofferenze e disastri, non solo sportivi.

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