SPAL: c’è l’Empoli e tanta voglia di riscatto

Dopo il ko con il Pordenone e tre pareggi, arriva la capolista, attesa la reazione


Tanti gli interrogativi che la Spal ha fatto nascere in seguito all’1 a 3 interno con il Pordenone, che ha completato un periodo digiuno di vittorie che si prolunga dal 2 a 0 rifilato alla Reggiana il 17 gennaio. Un risposta è attesa dal confronto con la capolista Empoli. La squadra di Marino dovrà dimostrare di avere forza e convizione per reagire. Non sarà facile, vito che di fronte avrà quella che non per caso, ma per valori, è la prima della classe. Per dimostrare che quello con il Pordenone è stato un incidente di percorso, servirà un prestazione, almeno sotto il profilo della determinazione agonistica e della concentrazione che ha portato al successo sul Lecce. Potrebbe anche scivolare in secondo piano l’importanza del risultato, ma determinante, in prospettiva, sarà vedere un’inversione di tendenza sul piano della compatezza e della fiducia all’interno del gruppo. “Abbiamo fatto tante riflessioni e valutazioni, non tanto per il risultato, ma per la prestazione -ha esordito Pasquale Marino, presentando la partita con l’Empoli- sulla gara con il Pordenone, ma sono procedure di prassi, a prescindere dal risultato. Quando si gioca male si analizzano gli errori. Non possiamo permetterci di fare due partite di fila tanto brutte, mi aspetto una relazione, come i ragazzi che Lin questi giorni hanno lavorato bene. Non ci sono problemi di condizione fisica. La fatica, con tante gare ravvicinate si fa sentire per tutti. Situazioni che pagano maggiormente le squadre che devono fare gioco, tanto più quando sono costrette a recuperare. Il Pordenone ha avuto questo tipo di vantaggio potendo giocare di rimessa e sfruttare gli spazi. Mettiamoci alle spalle quella serataccia, guardiamo avanti. Pensiamo all’Empoli. Affrontiamo una squadra meritatamente al comando della classifica. La più continua, ha subito una sola sconfitta. Soprattutto in attacco ha tante alternative. Nell’ultimo turno si sono potuti permettere di  lasciare a riposo Mancuso, La Mantia e Bajrami. Questa è la differenza. All’andata ci siamo presentati senza Berisha, Paloschi, Strefezza, Dickmann e D’Alessandro. Oggi possiamo contare su numerosi recuperi, ma con tanti giocatori ancora non al massimo della condizione. Floccari e Di Francesco sono reduci da infortuni, dobbiamo valutare come e per quanto tempo utilizzarli. Tumminello e Asencio hanno ancora bisogno di allenarsi con continuità, anche se hanno tanta voglia di rivedere il campo, ma, in certe situazioni, è diverso usare cautela. Dickmann, è rimasto a riposo due giorni. Valoti è squalificato. Sala è ancora in infermeria”.- Carenza di mancini- “Strefezza, lo ha già dimostrato può fare bene anche sinistra, come Sernicola. Sapevamo -ha precisato Marino- di essere un pò carenti in questo ruolo. Abbiamo provato a colmare la lacuna nel mercato di gennaio, ma non si sono create le condizioni per concludere le operazione che erano state abbozzate. Problema comunque temporaneo, perché con il rientro di Sala avremo il mancino a disposizione”. -Arriverà un Empoli dal grandissimi potenziale offensivo, proprio in un momento in cui la difesa della Spal non sembra in gran spolvero- “Ultimamente siamo incappati in alcune distrazioni pagate a caro prezzo -ha precisato l’allenatore biancoazzurro-, ma la responsabilità non va addossata solo al reparto arretrato. Opportuno valutare sempre l’operato del collettivo. I primi difensori devono essere gli attaccanti. Al proposito tengo mettere in evidenza, se si fa eccezione per la gara con il Pordenone, l’ottimo contributo garantito da Seck e Moro. Ai giovani non si può chiedere di più, certamente non potevano essere loro nell’ultima partita a risolvere i problemi. Il primo responsabile sono io, poi si può pensare ai giocatori più esperti. Dobbiamo riscattare una prestazione opaca, a prescindere dall’avversario. Mi aspetto una reazione anche dal punto di vista dell’approccio. Prevedo una gara equilibrata. Dobbiamo mettere in campo lo spirito aggressivo che ho visto con il Monza, squadra che come l’Empoli fa tanto possesso. Serve un pressing più alto. Non dobbiamo lasciare palleggiare i loro attaccanti”. -Arriverà un Empoli che Marino conosce molto bene, un paragone con la Spal…- “Ha fatto un percorso, dopo la retrocessione diverso rispetto alla Spal -ha affermato il tecnico che l’anno scorso sulla panchina dei toscani ha visto la corsa verso la serie A fermarsi ai play-off-, ha cambiato tanto, evitando pressioni e scorie post retrocessione. Ha avuto difficoltà iniziali. A gennaio ha ritoccato il gruppo e anche grazie alla scoperta Bajrami, si è rilanciato. In questa stagione ha potuto contare sul vantaggio della conferma dello zoccolo duro dell’annata precedente. Ossatura collaudata, spogliatoio sano e unito, con un progetto ben delineato. Ha cambiato dal punto di vista tattico, ma mantenendo sempre l’idea di un calcio propositivo”.
Possibile quindi vedere una Spal con Berisha; Tomovic, Vicari, Ranieri; Sernicola, Segre, Missiroli, Mora, Strefezza; Paloschi, Di Francesco. Alessio Dionisi, uno dei tecnici di maggior prospettiva del panorama calcistico italiano, dovrebbe rispondere con Brignoli; Fiamozzi, Romagnoli, Nikolau, Parisi; Haas, Stulac, Ricci; Bajrami; Mancuso, La Mantia. Fischio di inizio alle ore 16.00 di Maurizio Mariani della sezione di Aprilia. Radiocronaca diretta su Radio International.

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