SPAL – COSENZA 2-2 (42′ p.t. Camporese, 1′ s.t. Dickmann, 5′ s.t. Caso, 48′ s.t. Esposito)

Da salvare solo il risultato e la classifica

E’ arrivato un pareggio che consente alla Spal di portare a otto i punti di vantaggio sulla zona play-out, facendo un altro passo avanti verso la salvezza, sempre più probabile grazie alle disgrazie altrui, più che per i propri meriti. Anche con il Cosenza rimandato l’appuntamento con la vittoria interna, che manca dal 22 febbraio, e con il terzo successo della gestione Venturato che, da quando è sulla panchina ferrarese, ha collezionato appena due vittorie in quindici partite. Un pareggio maturato al 48′ della ripresa, dopo che gli avversari erano rimasti in dieci, per l’espulsione di Larrivey(doppio giallo) da 25′, grazie alla magistrale punizione di Esposito, subentrato a inizio ripresa a Viviani. Gara che poteva profilarsi in discesa per i biancoazzurri ma, al 3′, Mancosu si è fatto respingere da Matosevic un rigore concesso in seguito a una spinta, in piena area, di Liotti su Melchiorri. Un episodio che ha contribuito a minare ulteriormente la già limitata serenità del gruppo spallino. La costruzione della manovra, con il passare dei minuti, è parsa sempre meno fluida e più confusa. Vido e Melchiorri, schierati in attacco, non sono parsi in grande giornata, olte tutto non agevolati nella ricerca delle conclusioni dai compagni alle loro spalle, eccezion fatta per Dickmann il solo a apparire efficace nelle continue proiezioni offensive. Imprecisi Da Riva e Zanellato, che hanno finito con rendere inutile il solito pulito lavoro di Viviani, in campo nonostante il dolore alla caviglia che continua a tormentarlo e costretto a restare negli spogliatoi dopo l’intervallo. Anche Venturato non è risultato immune da responsabilità. Le prestazione di Vicari e Tripaldelli, preferiti a Meccariello e Celia, hanno dato torto alle scelte del tecnico, visto anche come, in occasione delle reti subite, la difesa, ha lasciato a desiderare. Al tirar delle somme problemi a 360°. Gli attaccanti non segnano, i gol, come a Alessandria, sono infatti arrivati da due difensore e dalle punizioni calciate con maestria dai registi. Il centrocampo non costruisce e la retroguardia continua subire gol evitabili. Alle questioni tecniche aggiungiamo la sfiducia e il nervosismo che paiono affiorare in una squadra, con ridotte energie fisiche e mentali, in cui gli atteggiamenti di qualche giocatore, iniziano a creare attriti con una tifoseria che non si può dire non essere paziente e tollerante, specie se si considerano le tante amarezze visto che stava maturare l’ottava sconfitta interna stagionale. Non resta he sperare che i pochi risultati necessari per garantirsi una salvezza che arriverà grazie ai limiti altrui, considerato che potrebbe arrivare a una media inferiore a quella di un punto a partita, arrivino velocemente. Poi la palla passerà alla società che, nella costruzione del gruppo al quale affidarsi per il prossimo campionato, come ha promesso per puntare almeno ai play-off, dovrà tenere in considerazione non solo gli aspetti tecnici.

SPAL: Alfonso 6; Dickmann 7, Vicari, Capradossi 5,5, Tripaldelli 5; Zanellato 5,5, Viviani 6,5 (1′ s.t. Esposito 6,6), Da Riva 5,5(18′ s.t. Pinato 5,5); Mancosu 6(38′ s.t. D’Orazio sv); Vido 5(18′ s.t. Latte Lath 5), Melchiorri 5,5( 18′ s.t. Finotto 5). A disp. Thiam, Meccariello, Crociata, Colombo, Mora, Almici, Celia.  All. Venturato

COSENZA: Matosevic; Camporese, Rigione, Venturi; Situm, Gerbo (20′ s.t. Kongolo), Carraro (20′ s.t. Palmiero) Florenzi, Liotti (20′ s.t. Di Pardo); Laura (1′ s.t. Caso, 44′ s.t. Pandolfi), Larrivey. A disp.  Vigorito, Vaisanen, Sy, Vallocchia, Zilli, Hristov, Ndoj. All. Bisoli

Arbitro: Minelli di Varese

 

 

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