SPAL: difficoltà, ma anche tanto ottimismo e voglia di lottare, futuro nei giovani

Questo quanto è emerso nel corso della conferenza stampa dalle parole del patron Simone Colombarini e del presidente Walter Mattioli, convinti che la squadra di Marino abbia le qualità per puntare alla promozione

Dopo un lungo periodo la società è tornata a fare sentire la sua voce. “Dispiace poter avere pochi momenti come questi -ha esordito Simone Colombarini-, ma purtroppo la situazione è particolare. Anche in questo difficile periodo abbiamo sempre lavorato, anche con più energia. Confermiamo voler assicurare il massimo impegno proprietà e dirigenza. Ci manca il rapporto con i tifosi, non vedo l’ora di riabbracciarli”. -E’ poi brevemente intervenuto Walter Mattioli- “Non abbiamo motivi per non parlare -ha precisato il presidente della Spal- personalmente ringrazio tifosi e sponsor che sentiamo sempre sempre vicini. Noi lavoriamo sempre entusiasti, anche se di fronte a mille difficoltà, per mantenere ambiente sereno. Io sono il primo tifoso e farò sempre di tutto perché la Spal sia sempre un esempio”. Rispondendo alle domande Simone Colombarini ha fatto il punto, partendo da inizio stagione. “La retrocessione e la pandemia hanno portato tanti problemi -non ha nascosto il patron della Spal-, ingaggi pesanti per la serie B, i più alti della categoria, mancati incassi (oltre dieci milioni di euro) tra biglietti abbonamenti e riduzione sponsor, che comunque ringraziamo. Dal paracadute sono arrivati poco più di ventidue milioni, circa cinque dai diritti TV, mentre le uscite in totale superano abbondantemente i quaranta. Questi dati spiegano molte delle nostre scelte. Nonostante ciò pensiamo di avere allestito una squadra in grado di competere per i primi posti. La classifica lo sta dimostrando. Mi infastidisce sentire parlare di smobilitazione dopo il mercato di gennaio. Noi pensiamo di esserci rinforzati, come dicono i nostri tecnici, sono loro i nostri riferimenti. Per il futuro molto dipenderà dal campionato in cui saremo il prossimo anno. Certamente non spenderemo più quindici milioni per un attaccante o dieci per un difensore. Salvarsi in serie A non è facile. Io non mi sono montato la testa, so come di deve operare. Abbiamo davanti agli occhi esempi di grosse squadre che hanno speso il doppio di noi l’anno scorso e rischiano di retrocedere. Soprattutto nel caso non dovessimo essere promossi, potremmo essere costretti a qualche cessione importante. Non possiamo permetterci ingaggi per diciotto milioni. Ci sarà spazio per i ragazzi, a partire da quelli del vivaio. Mi piacerebbe sentire parlare di più degli investimenti che stiamo facendo nel settore giovanile, con una Primavera che si trova nelle prime posizioni di classifica della massima serie”. Simone Colombarini ha anche voluto chiarire la posizione societaria, in merito alle voci che periodicamente si rincorrono su ipotesi di cessione- “Noi confermiamo il nostro impegno -ha ribadito il patron della Spal- e la volontà di proseguire con il fermo intento di garantire un futuro solido. Ci farebbe piacere si avvicinasse qualche imprenditore ferrarese, ma non è facile. Sia comunque chiaro che mettere denaro nel calcio al giorno d’oggi non è un investimento. E’ solo passione. La situazione si è ulteriormente aggravata con la pandemia. Se l’anno scorso avessimo ceduto Petagna a gennaio non lo abbiamo fatto perché speravamo di salvarci, avremmo incassato cinque milioni in più e dalla partenza di Fares, senza COVID, avremmo potuto ricavare il doppio. Discorso che vale anche per le cessioni dell’ultimo mercato. In merito tengo precisare che, quando si parla di rescissione, non entra danaro, anzi a volte è anche necessario concorrere sugli ingaggi”. -Sulla campagna acuisti e cessioni di riparazione è intervenuto il presidente- “Sapete come è andata la trattativa per Diaw -ha precisato Walter Mattioli-, era tutto fatto. Pensate che ho rinunciato alla trasferta di Torino a cui tenevo tantissimo, per predisporre tutta la documentazione per il trasferimento. Poi tutto è saltato. Posso capire che il presidente del Pordenone abbia preferito la proposta del Monza, disposto ad acquistare il giocatore, indipendentemente dall’andamento del campionato, ma almeno avrebbe potuto avvertirci. Era difficile arrivare ad altri attaccanti. Ci veniva chiesto dalle società l’acquisto definitivo e i giocatori, volevano i prolungamenti dei contratti, oltre tutto onerosi. I programmi della Spal, in questo momento, sono diversi. Possiamo arrivare a giocatori solo in prestito e con compensi di cui si fanno carico parzialmente le società di provenienza. Abbiamo portato a Ferrara calciatori in prestito, o come Mora in scadenza. Per noi è un giocatore molto importante. Ha quelle caratteristiche caratteriali che si riscontrano in pochi elementi attualmente nella nostra rosa e piace tanto a Marino. Anche Antenucci ci aveva chiesto di tornare, ma pure per il nostro ex capitano c’erano problemi di contratto a lunga termine. Tumminello e Asencio, sono due giocatori che ci daranno soddisfazioni e, visti i rapporti che abbiamo con Atalanta e Genoa, potrebbero restare a Ferrara anche per la prossima stagione”. -E Murgia?- “Con il ragazzo avevamo concordato un trasferimento a gennaio -ha precisato Mattioli- soffriva non poter trovar spazio in serie B, dopo i suoi trascorsi nella Lazio e a Ferrara nel massimo campionato. Aveva accettato con soddisfazione la proposta del Frosinone, anche perché così si avvicinava alla famiglia, a Roma. Avevamo chiesto che gli venisse garantito un posto da titolare. Da Frosinone è arrivata una risposta negativa, per cui la trattativa si arenata. Resta con noi, è un capitale della società. Ha qualità. Ha appena 24 anni, si sta allenando con la giusta mentalità. Sono convinto si renderà molto utile. Per chiudere sul mercato -ha tenuto tenuto evidenziare il presidente della Spal- desidero sottolineare l’ottimo lavoro di Giorgio Zamuner. Mi trovo benissimo con il direttore. Rimarrà con noi a lungo. Mi piace ha la Spal e Ferrara nel cuore. Abbiano caratteri molto diversi. Io sono un focoso, lui un riflessivo. Ci compensiamo. L’ideale per lavorare insieme. Passiamo ore e ore, con anche Gazzoli, a confrontarci. Voglio ribadirlo sono proprio soddisfatto del nostro gruppo dirigenziale”. -E della squadra?- “Siamo in piena corsa -ha prontamente risposto Mattioli-, ma vorrei, in certe circostanze, vedere maggior determinazione. Prestazioni come quella con il Pordenone non mi sono proprio piaciute. Poi, se proprio volete, ma questa una mia personale interpretazione del calcio, vorrei qualche retropassaggio in meno. D’altro canto i miei giocatori mi rispondono che piuttosto di rischiare di regalare il pallone agli avversari, è meglio far ripartire l’azione dal portiere. Comunque -ha concluso, con il suo proverbiale ottimismo, il presidente- pensate dove saremmo se non ci avessero annullato il gol valido a Cosenza e concesso il rigore con il Monza… Ce la possiamo fare…”.

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