SPAL: e se pagasse Butelli….

Le ultime dichiarazioni di Butelli le dobbiamo far risalire dopo il pareggio di Pavia: “Con tutto quello che ho fatto fino ad oggi, sarei un pazzo se non iscrivessi la squadra al prossimo campionato”. Ed incalzato: “State tranquilli, non ci saranno problemi”. Poi silenzio, se si fa eccezione per i due comunicati comparsi sul sito societario. Non ci meraviglieremmo se domani Butelli provvedesse ai pagamenti ed sul filo di lana garantisse l’iscrizione. Arriverebbero poi tutte le spiegazioni. Probabilmente direbbe di non aver mai messo in discussione l’iscrizione della squadra, di aver lavorato fino all’ultimo con l’obiettivo di cedere il pacchetto azionario, ma di non aver trovato chi potesse assicurare un futuro sereno al calcio ferrarese e quindi di aver ritnuto opportuno, seppur con programmi di minima di proseguire nell’avventura al timone della Spal. Ovviamente si giudicherebbero insignificanti i punti di penalizzazione ed una squadra, che ancora non esiste e votata al ruolo di vittima sacrificale, ovvero destinata alla retrocessione. D’altro canto lo si è ormai capito Butelli, se ne infischia degli aspetti sportivi, puntando solo ai suoi interessi personali. E così facendo il suo obiettivo potrebbe avvicinarsi: tra introiti vari, garantiti da contributi, restituzione fidejussione, cessioni giocatori, potrebbe, anche considerando quanto necessario per l’iscrizione, arrivare a gestire una stagione con un deficit quasi azzerato. L’anno che verrà potrebbe essere utilizzato per gestire al meglio la questione fotovoltaico e cercare anche un acquirente della parte sportiva della S.p.A. Spal 1907. Ecco spiegati i motivi per cui, oltre si soliti discorsi Pelliccioni, Dominici, Santarelli e compagnia bella, non è proprio detta l’ultima parola. Ma a questo punto viene proprio spontaneo chiedersi: per la Spal quale potrebbe essere la soluzione miglliore o il male minore?

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