SPAL: futuro sempre più incerto e preoccupante

Tutti a chiedersi che ne sarà della Spal in vista delle scadenze in tribunale e dell’iscrizione al prossimo campionato. Il destino biancoazzurro è nelle mani del sempre più enigmatico Butelli, che a questo punto è lecito domandarsi se e quanto realmente sia deciso a cedere la società. Nulla infatti cambierebbe se decidesse di dimettersi dalla carica presidenziale, ma mantenesse il controllo del pacchetto di maggioranza azionario. Questa è un’ipotesi allo stato attuale delle cose alquanto probabile, ma per far ciò dovrà reperire le risorse(circa 1.500.000 euro) necessarie per chiudere la partita in tribunale e saldare il conto relativo agli stipendi di tesserati e dipendenti a tutto il 30 aprile, un’operazione che potrebbe andare in porto solo grazie alla cessione del “fotovoltaico”. Al proposito Butelli afferma che tutto ormai è definito, per cui, fino a prova contraria, garantiamoli l’ennesinma credibilità, anche perchè ormai il tempo per millantare è realmente agli sgoccioli(20 giugno udienza fallimentare, 28 deposito documentazione in lega per iscrizione). Se tutto filerà liscio, si dovrà pensare ad organizzare la prossima stagione. L’obiettivo pare chiaro: conferma di un paio di giocatori in possesso del contratto(Capecchi-Zamboni???), cessione dei pezzi forti Arma e Laurenti, l’utilizzo di giovani a iosa, per ottenere i contributi previsti, con l’intento di ricavare il più possibile sul piano finanziario, infischiandosene del tutto o quasi degli aspetti tecnici, confidando che si vada alla riforma dei campionati e la Spal venga inserita d’autorità in uno dei tre gironi che comporranno la Legapro a partire dalla stagione 2013/2014. C’è comunque da chiedersi, dopo tutti i disastri combinati dentro e fuori dal campo, l’assoluta mancanza di fiducia e credibilità, la volontà di isolarsi dal mondo intero, come l’attuale proprietà possa ripresentersi di fronte ad una città, che probabilmente l’abbandonerà definitivamente, lasciando deserto il Mazza, dove finiranno per darsi appuntamento quasi eslusivamente gli addetti ai lavori e quegli sportivi che, giustamente, indipendentimente dai “padroni”, i loro colori non li abbandonano mai. Resta comunque quell’ultimissima speranza, che Butelli, che continua ad affermare di non meritare certe critiche, usi il buonsenso e, visto che garantisce di aver trovato la soluzione per incassare quanto spetta alla Spal per il fotovoltaico, utilizzi questi introiti per sanare i debiti, si presenti dal sindaco gli metta in mano la società, chiedendo una buonauscita pari a quelle alcune centinaia di migliaia di euro che oggi possono corrispondere al suo valore. Nessuno la ha infatti obbligato a suo tempo a salire da Lucca a Ferrara e non sono certamente dei cittadini e degli sportivi le colpe di una gestione che si è rivelata fallimentare sotto ogni aspetto. Butelli non può pretendere di rientrare di quanto ha speso, anche se è doveroso riconoscergli che di soldi nella Spal ne ha messi e non pochi, anzi può ringraziare per le agevolazioni ottenute per il fotovoltaico. Una società di calcio è da considerarsi come un’impresa, come confermato dalle affermazioni più volte espresse dallo stesso Butelli: “Sono venuto a Ferrara per fare business”, per cui non si vede proprio come possa pensare di ottenere ulteriori introiti personali, rispetto a quelli che potranno essere assicurati dalla cessione del fotovoltaico, sulla gestione del quale ci sarebbe doverosamente da eccepire, comunque, così, come ha deciso fare pure il Primo Cittadino, per l’amore della Spal, su questa questione si chiudano occhi, orecchi, naso e bocca, ma solo se l’attuale proprietà deciderà di salire lo scalone a queste condizioni, in caso contrario non si dovrà consentire di proseguire impunemente con una dirigenza che non potrà mai più ritrovare fiducia e credibilità. Butelli, dopo anni di promesse raramente mantenute, comportamenti spesso presuntuosi, con esagerato credito concesso dalla città, atteggiamenti che Ferrara non merita, se in realtà ci sono le risorse del fotovoltaico, salga in Comune con la proposta che tutti i ferraresi si attendono ed auspicono ed in questomodo potrà abdicare a testa alta e tornare anche al Mazza ricordato e salutato come il presidente che le ha provate tutte, pure con ingenuità e passione, ma che alla fine, come avviene per tanti nel calcio, è stato costretto suo malgrado a passare la mano. Toccherà poi ai ferraresi prendersi cura della loro squadra, ma se Butelli dovesse fare ciò che è giusto e doveroso, siamo certi che tra Arslab, Colombarini, Tomasi e Visentini(in rigoroso ordine alfabetico) e forse qualche altro le tanti nubi nere oggi all’orizzonte scomparirebbero nello spazio di una mezza giornata di caldo sole estivo.

Un pensiero su “SPAL: futuro sempre più incerto e preoccupante

  • 31/05/2012 in 19:34
    Permalink

    E’triste che una societa’gloriosa sparisca cosi’,ma in questo momento il pensiero negativo per noi ferraresi e’un,altro

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *