SPAL: il primo giorno ufficiale in biancoazzurro di Fabio Lupo

Unità di intenti tra il nuovo Direttore, Tacopina, Gazzoli e Venturato. Crescita, progetto sostenibile, per risalire in serie A

E’ toccato a Joe Tacopina, direttamente dai suoi uffici di New York, il compito di presentare Fabio Lupo, il neo direttore dell’area tecnica biancoazzurra: “Sono orgoglioso ha esordito il presidente della Spal- di poter annunciare il nuovo ingresso nel nostro team. Conosco Fabio da tempo, persona che mi ha sempre colpito per le sue abilità tecniche, ma soprattutto per il suo carattere e lato umano. Con lui, siamo sicuri, faremo cose importanti, per proseguire nel mio progetto che sta crescendo. E’ una persona molto diretta e leale, qualità che saranno un vero valore aggiunto per noi”.
Immediati e, all’apparenza, non di circostanza i ringraziamenti del Direttore: “Tanta soddisfazione per gli apprezzamenti del Presidente -ha esordito Fabio Lupo-, ha sempre avuto nei miei riguardi parole sincere e sentite che mi inorgogliscono, considerando che ha lavorato con tante persone nel mondo del calcio. A Joe mi lega un rapporto sincero, leale, tra noi nulla è stato mai nascosto. Sono felice essere arrivato alla Spal, per la sua tradizione, il fascino, la storia, ma anche per ciò che è oggi. Ho trovato strutture, organizzazione, un settore giovanile di alto livello, organizzazione, per non dimenticare la città. Ancor di più per me che sono appassionato dell’arte medioevale. Sono sinceramente felice, ma sento anche una grande responsabilità” .
-Ma quando si è aperta la strada per arrivare a Ferrara?- “Il Presidente -ha chiarito Lupo- mi ha telefonato poche ore dopo la vittoria della Spal sul Frosinone, chiedendo la mia disponibilità per un incontro. Sono salito in macchina con la speranza arrivasse qualcosa di positivo. Così è stato. Non è stato difficile trovare l’intesa. In questi anni ci siamo sentiti spesso, sono sempre stato un suo punto di riferimento”. -Obiettivo chiesto da Tacopina?- “Il Presidente è ambizioso -ha sottolineato il Direttore- guarda sempre in alto, è un vincente. Non abbiamo definito tempi, ma vogliamo portare la Spal nella categoria che le spetta. Con Venturato stiamo gettando le basi per costruire una squadra competitiva. Personalmente non ho mai pensato a altri allenatori. Sarebbe stata un’eventualità da prendere in considerazione solo nel caso non ci fosse stata condivisione di idee. Entrambi apprezziamo calciatori che hanno voglia di combattere e strutturati fisicamente. C’è poi un discorso societario che riguarda la sostenibilità del progetto, che deve partire dal poter contare sul maggior numero possibile di giocatori di proprietà, che non devono essere a tutti i costi dei giovanissimi. Per questi potremmo attingere dalle nostre giovanili. Nei giorni scorsi, grazie a Catellani, ho potuto assistere a un’amichevole tra Primavera e Under 18, ho visto ragazzi interessanti. Non chiedetemi, in questo momento, nomi, di sicuro in una squadra ci deve essere chi para e chi segna. Sul discorso attaccanti mi confronterò con il nostro allenatore, partendo dal modulo che sarà il 4-3-1-2. Di norma le sue squadre non hanno avuto un vero uomo gol, ma hanno fatto leva sull’organizzazione e la voglia di combattere. Per questo più che un giocatore di nome può essere utile chi vede la Spal come un traguardo. Ecco spiegato come tanti ragazzi provenienti dalla serie C hanno fatto benissimo a Cittadella. Stiamo monitorando la situazione. Per quanto riguarda i portieri siamo coperti. Thiam ha grandi doti, alle sue spalle c’è Alfonso che, con la sua esperienza , ci dà tutte le garanzie del caso. Poi vedremo. Pomini è un amico, è stato con me a Venezia e Palermo, ma la scuola dei portieri della Spal sta dando ottimi frutti, ci sono giovani vaidi. E’ svincolato, come Rossi e Mora, parlerò con tutti. Per quanto riguarda Latte Lath e Colombo, il discorso è quello fatto in precedenza, puntiamo a giocatori che diventino patrimonio della società. C’è tanto da fare. Deve restare chi crede nel nostro progetto. Di certo, dopo una stagione non al top, è opportuno cambiare aria, far uscire le tossine dalla finestra. Dobbiamo fare i conti con il budget, colmare con le idee il gap che potrebbe esserci con società che dispongono di grandi risorse economiche, in vista di un campionato dove saranno tantissime le squadre che punteranno alla promozione. In merito sarà molto utile l’esperienza di Venturato, che, operando in questo senso, ha ottenuto grandi risultati a Cittadella. Lavoreremo a 360°, non solo sull’area tecnica, ma anche su quella medica e scouting. Sguardo anche al mercato estero, ma la serie B è un campionato particolare, il più “italiano” di tutti, per questo non è facile azzeccare giocatori che non lo conoscono. Valuteremo tutto, anche con i miei collaboratori. Conclusa la stagione completeremo anche questa squadra. Oggi posso ufficializzare solo Mario Donatelli, che al Genoa ha fatto, e bene, tutta la trafila, dalle giovanili alla prima squadra”.
Sulla decisione di portare alla Spal Fabio Lupo è intervenuto anche Andrea Gazzoli: “Abbiamo scelto -ha affermato il Direttore Generale- un professionista che nella sua carriera ha messo in evidenza grandi qualità. I nostri obiettivi restano invariati. Dopo un anno complicatissimo, da cui non potevamo aspettarci molto di meglio, considerando il passaggio di proprietà arrivato il 16 agosto, puntiamo a proseguire nel nostro percorso di crescita con un progetto sostenibile”. Gazzoli ha anche lasciato intuire che, per difficoltà organizzative, si va verso lo spostamento della spedizione negli Stati Uniti al prossimo anno. A breve la società comunicherà date e sede del ritiro, prevedibilmente a partire da inizio luglio(il campionato inizierà il 13 agosto ndr), in una località dolomitica.
La chiusura è spettata a Joe Tacopina: “Voglio ringraziare per la professionalità e la serietà Tarantino, Zamuner e De Franceschi -ha tenuto sottolineare il presidente- con i quali ho avuto un ottimo rapporto. Non è mancata la stima in loro, ma ho totale fiducia in Fabio Lupo. Ci fosse stata la possibilità, lo avrei portato subito a Ferrara. Veniamo da una stagione in cui abbiamo sostenuto spese pesanti. Non ci scoraggiamo. Il nostro progetto va avanti. Diciamo che abbiamo gettato le fondazioni per la costruzione del nostro palazzo, con la speranza che i lavori (Serie A ndr), si concludano prima possibile. Cercheremo -ha concluso Tacopina- di parlare meno e fare di più…”.

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