SPAL: il tempo sta per scadere

La Famiglia Colombarini, Tocopina o l’Avvocato USA e l’attuale proprietà fianco a fianco, non possono più rimandare l’apertura del cantiere per la prossima stagione

Non sono i silenzi, la chiusura a qualsiasi comunicazione che possa riguardare il futuro societario, ma il totale immobilismo in vista del prossimo campionato a preoccupare chi “vive” dei colori biancoazzurri. In casa Spal è tutto fermo, dalla costruzione della prima squadra, al settore giovanile. Può anche non interessare che la società non voglia svelare le sue intenzioni, ammesso abbia idee in merito e questo è, con molte probabilità, il principale motivo per cui tutto tace. Intanto però i giorni passano senza muover foglio. Si dirà il mercato è ancora lungo, giocatori a spasso ce ne sono decine, ma al tempo stesso quelli più appetiti stanno accasandosi altrove, giovani compresi. Il rischio di finire a pescare tra le seconde e le terze scelte aumenta in modo esponenziale di giorno in giorno. E non parliamo dell’allenatore… Il tempo delle riflessioni sta per scadere. La famiglia Colombarini entro il week-end deve prendere delle decisioni. Se è entrata nell’ottica di passare la mano e l’unico pretendente alla successione è il gruppo rappresentato da Joe Tacopina deve pretendere che l’ex presidente di Bologna e Venezia assuma una decisione definitiva in tempi molto, molto, ridotti. L’avvocato newyorkese non ha ancora completato la cordata intenzionata a farsi carico nei prossimi anni della gestione della Spal? Allora dia mandato, magari sotto la sua supervisione, all’attuale proprietà di iniziare l’opera di costruzione per il campionato 2021/2022. Dovranno essere i Colombarini a forzare la mano a Tacopina. Il tempo delle riflessioni è scaduto, è il momento delle decisioni. Se si hanno a cuore le sorti biancoazzurre, la prossima settimana, la famiglia Colombarini, Tacopina o chi sarà il “padrone” o i “padroni”, nel caso di un passaggio azionario rateizzato, della Spal dovrà gettarsi a capofitto nella campagna acquisti e cessioni. Restare immobili non è più possibile. Andare oltre significherebbe costruire la squadra quando le avversarie sono già in ritiro, allestire una rosa con gli avanzi di mercato, oppure spendere il doppio, senza certezze. Magari Tacopina potrebbe trovare anche le risorse, ma se poi l’affare non dovesse andare in porto? Ce n’è abbastanza per confermare che è arrivato il momento dell’ultimatum e di aprire il cantiere.

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