SPAL: la strada per sperare nella salvezza

Per completare l’impresa, negli ultimi anni riuscita solo al Crotone, indispensabile il cambio di marcia


Giorni di calcoli, conteggi, raffronti. Dopo la sconfitta a Lecce si moltiplicano i tentativi di individuare come la Spal potrebbe riuscire ad evitare una retrocessione che sembra avvicinarsi sempre più. Da quando in serie A sono venti le formazioni a darsi battaglia, solo una squadra, con 15 o meno punti, dopo la quinta di ritorno, è riuscita a conquistare la salvezza. Campionato 2016/2017, quando il Crotone, dopo 25 turni, era a quota 13 e addirittura dopo 29 a 14. Poi il rush finale, totale 34 punti, due in più dell’Empoli che chiudeva al terz’ultimo posto, retrocedendo in B con Palermo(26) e Pescara(18). Diamo uno sguardo anche ai punti conquistati dalle squadre che hanno finito in terz’ultima posizione in questi quindici campionati, con, tra parentesi, indicati i punti di quelle al quart’ultimo posto dopo la quinta giornata di ritorno. 04/05 Bologna 42(Parma 26), 05/06 Messina 31(Messina 23), con retrocessione d’ufficio Juventus, 06/07 Chievo 39(Chievo 20), 07/08 Empoli 36(Siena 22), 08/09 Torino 34(Lecce 22), 09/10 Atalanta 35(Catania 24), 10/11 Sampdoria 36(Catania 24), 11/12 Lecce 36 Siena 23), 12/13 Palermo 32(Genoa 22), 13/14 Catania 32(Livorno 20), 14/15 Cagliari 34(Atalanta 23), 15/16 Carpi 38(Sampdoria 24), 16/17 Empoli 32(Empoli 22), 17/18 Crotone 35(Crotone 21), 18/19 Empoli 38(Empoli 21). Sono retrocesse con 23, quelli che oggi ha la Sampdoria, che occupa la quart’ultima posizione, la prima utile per la salvezza, o più punti, dopo le gare della ventiquattresima giornata, Livorno e Empoli, che, nella stagione 2007/2008, erano rispettivamente e quota 23 e 25, il Brescia a 23 nel 2004/2005 e proprio i blucerchiati, con ben 27, nel 2010/2011. Qualche spiraglio quindi c’è ancora, ma la Spal dovrà cambiare repentinamente marcia. C’è ovviamente anche da confidare che le dirette antagoniste, a loro volta, non accelerino improvvisamente e che la quota salvezza non vada oltre i 35/36 punti. La fornazione di Di Biagio dovrà far risultato nei confronti diretti sui campi di Sampdoria, Genoa e Brescia, sfruttare le gare interne con Cagliari e Udinese e il possibile appagamento nelle tre partite finali di Torino, Verona e Fiorentina. A questo aggiungendo qualche exploit con le big, compreso quel Parma, che sogna l’Europa, a cui i biancoazzurri renderanno visita dopo la sfida con la Juventus. Per completare l’impresa Di Biagio dovrà trovare come meglio utilizzare i giocatori a sua disposizione. Dando per scontata la difesa a quattro, potrebbe valutare se schierare tre centrocampisti, con un trequartista alle spalle di due attaccanti, che nell’immediato potrebbero essere Petagna e Di Francesco, ma una volta recuperato, anche pensando all’impiego di Cerri. Potrebbe essere un’alternativa al 4-3-3, che comunque nel tridente offensivo potrebbe vedere protagonisti, ai fianchi del capocannoniere, Strefezza e Di Francesco, in attesa del recupero di D’Alessandro. Le opzioni non mancano, al tecnico il campito di scegliere la più affidabile, ben coscienti del fatto che i problemi non mancano: la difesa si concede troppe distrazioni, il centrocampo non rifornisce a dovere gli attaccanti, con un Petagna sempre più disperatamente alla ricerca di un partner almeno in parte in grado di supportarlo nella ricerca dei gol salvezza. Nel frattempo da segnalare che per la gara di sabato con la Juventus sono stati venduti 13.489 biglietti, di cui 1.445 per il settore ospiti.

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