SPAL: non è un miracolo

A Torino per capire se possibile alzare l’asticella

Tanti motivi per considerare il primato della Spal come tutt’altro che miracoloso. Giusto essere strafelici, ma vietato esaltarsi, monito che deve valere per tutti, gruppo di Semplici e tifosi. Doveroso tenere in considerazione che Antenucci e compagni hanno superato due squadre, Bologna e Parma, che dovranno sudare le proverbiali sette camice per allontanarsi dalla zona retrocessione. D’altro canto giusto applaudire questa Spal, unica formazione di serie con la porta ancora invioata, che ha dimostrato, anche sul piano del gioco e dell’organizzazione, di essere superiore alle squadre di Inzaghi e D’Aversa. Vittorie quindi non casuali. E’ una Spal che può disporre di una cifra tecnica di ben altro spessore rispetto a quella della stagione passata. A questo poi va aggiunto un altro elemento di primaria importanza: l’esperienza. Negli undici scesi in campo all’esordio all’Olimpico con la Lazio solo Floccari e Paloschi erano stati, prima di arrivare a Ferrara, titolari in serie A. Tutti gli altri debuttanti, come Semplici, oppure con ruoli da comprimari. Nelle due gare di Bologna, zero debuttanti, e lo si è potuto apprezzare, qualche sbavatura a parte, da come sono stati gestiti i momenti più delicati dei due match di esordio nella seconda stagione in serie A. A tutto ciò aggiungiamo che Semplici quando si girava per dare uno sguardo alla panchina si rendeva conto di poter contare, per i cambi, che si sono rivelati importanti, di paratitolari, non di rincalzi o giovani alle prime armi. Infine la crescita tattica, dovuta alla facilità dell’inserimento degli ultimi arrivati in un meccanismo oliato e che mister Leo, con il suo staff, dalla seconda parte della scorsa stagione ha corretto, ad uso e consumo delle esigenze del massimo campionato. Assodato che questa Spal, allo stato attuale, è un gradino sopra le più deboli del gruppo, resta ora da chiedersi se potrà alzare l’asticella, ovvero puntare ad una stagione di assoluta tranquillità. Una prima risposta a questo interrogativo che da domenica sera sta frullando in testa a tutti coloro i quali hanno il biancoazzurro sulla pelle, la si potrebbe avere dalla sfida di Torino. Cairo ha consegnato a Mazzarri un gruppo che, come minimo, ambisce a indossare i panni del guastafeste anche per le big, gli stessi che vorrebbero vestire all’Olimpico Antenucci e compagni nei confronti di Jago Falque, Belotti e soci. E’ una sfida che oggi, questa Spal, sorretta da questo morale, autostima e convinzione, può permettersi di lanciare….

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