SPAL: ora serve un miracolo

Partendo dall’indispensabile vittoria a Lecce. In caso contrario via al cantiere per programmare il futuro

Con sette punti da recuperare, tre squadre da scavalcare, lo svantaggio nei confronti diretti, alla Spal, per sperare in quella che diventerebbe una miracolosa salvezza, resta una sola chance, quella di imporsi sabato a Lecce. Anche un pareggio non si vede proprio come potrebbe ancora tenere in vita le speranze dei biancoazzurri che, nelle restanti quattordici gare dovrebbero conquistare otto punti in più dei Salentini. Non parliamone poi in caso di sconfitta perché ne servirebbero addirittura undici in più di quelli della squadra di Liverani. Tra l’altro è chiaro come l’organico spallino presenti lacune in tutti i reparti, con anche i nuovi acquisti che non paiono in grado di dare la scossa, almeno nell’immediato. E’ possibile che il minimale impiego nel girone di andata abbia arrugginito i muscoli degli ultimi arrivati che potrebbero raggiungere un grado di forma accettabile solo tra qualche settimana, mentre passano le giornate e la zona salvezza si allontana fino a scomparire dalla visuale. A ciò aggiungiamo la carenza numerica nel parco attaccanti, dopo il fallito assalto ad una punta da affiancare a Petagna sia nel mercato estivo che in quello di riparazione, da cui, se si fa eccezione per il Brescia, tutte le dirette rivali dei ferraresi sono uscite rinforzate come dimostrano i risultati. Affermare che questa Spal vanta un organico di qualità superiore a quello delle due precedenti stagioni di serie A è veramente fuori luogo. E’ voler nascondere, senza motivazioni logiche e sopportabili, l’evidenza. Mentre potrebbe essere accettabile e anche condivisibile indicare senza timori che il programma e le strategie societarie sono state orientate a dare priorità agli equilibri del bilancio, per garantire un futuro tranquillo e una continuità al progetto nato dal fallimento Butelli e dall’inutile tentativo di ripartire di Benasciutti. Ora ultimo estremo tentativo, con il capolinea dell’avventura di Leonardo Semplici al quale tutta Ferrara dovrà essere grata per l’eternità per quello che il tecnico fiorentino ha dato alla Spal sul piano tecnico e ancor più per tanto altro. Il suo successore che ormai è chiaro sarà Gigi Di Biagio, al debutto su una panchina di club, è atteso da un’impresa quasi impossibile. Il tempo per mettere a frutto il suo lavoro è ridotto all’osso, visto che sabato la Spal si giocherà tutto nello spareggio senza appello di Lecce. Ovviamente la speranza è che sabato sera il distacco sia ridotto a soli quattro punti, in caso contrario sarà già il momento di pensare esclusivamente al futuro, con la famiglia Colombarini che dovrà mettersi immediatamente al lavoro per pianificare la prossima stagione, disponendo di tutto il tempo necessario per scegliere le giuste strategie, che dovranno spaziare a 360 gradi nell’orizzonte spallino.

Un pensiero su “SPAL: ora serve un miracolo

  • 10/02/2020 in 15:19
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    Finalmente un commento che evidenzia lacune e menzogne societarie.

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