SPAL: Pepito Rossi: “Un bel matrimonio con Joe, nella mia testa solo essere un calciatore”

E Tacopina assicura l’arrivo di altri rinforzi a gennaio e punta sulla forza mentale di Pepito per tutto il gruppo


Dopo lo spezzone di gara giocata nella sfortunata partita con l’Alessandria, per Giuseppe Rossi è arrivato anche il giorno della presentazione. A fare gli onori di casa Joe Tacopina: “Ci tenevo introdurre Giuseppe, per me -ha esordito il presidente della Spal- è una grande emozione essere accanto a lui. L’ho seguito sin da quando giocava nelle giovanili del Parma, poi nelle stagioni in ha vestito le maglie di Manchester, Villareal e Fiorentina. E’ italoamericano come me, un’ulteriore emozione. E’ uno dei giocatori più talentuosi che conosco. Mi hanno tanto colpito anche per le sue doti umane. Sono rimasto in costante contatto con Giuseppe negli ultimi anni. Quando ero al Venezia ci siamo incontrati più volte. E’ un uomo genuino, sarà un importantissimo riferimento nello spogliatoio. Fin dal suo arrivo ho percepito essere nel posto giusto al momento giusto. Sono le sensazioni anche di Clotet. Sono certo che, insieme, anche grazie alla sua determinazione, porteremo in alto la nostra squadra e -ha concluso Tacopina- voglio che tutti sappiano che non è un’operazione di facciata, con la sua determinazione dimostrerà a tutti di avere ancora tanto da dare al calcio e ovviamente alla Spal!”

Rossi ha iniziato parlando del rapporto con Tacopina: “Ci siamo incontrati a New York -ha esordito il nuovo attaccante della Spal-, dopo precedenti contatti a Venezia, dove ho un ristorante con mio zio. Ci conosciamo quindi da anni. Il presidente ha capito che persona sono e penso con reciproco piacere, finalmente, dopo tempo, siamo riusciti a celebrare quello che definirei un bel matrimonio. Mi sto trovando benissimo. Staff e compagni mi hanno accolto nel migliore dei modi. Come i tifosi. Sabato ci hanno sostenuto fino all’ultimo secondo, peccato non essere riusciti a portare a casa il risultato, ma ci sono tutti i presupposti per riprenderci”. -Dopo il lungo periodo di inattività che sensazioni sta provando?- “Bellissimo tornare in campo, allenarsi in gruppo. Mi vedo solo come calciatore, a 34 anni non mi sento vecchio e sento di avere tanto da dare al calcio, anche se ho fatto il commentatore TV e ho un ristorante. Devo solo ritrovare i movimenti, le distanze. Mi dico: Giuseppe è una nuova sfida! Vivo per questo, per vincerla. Gli allenamenti di Clotet sono molti intensi, fa bene a me e ai ragazzi. Capisce benissimo il gioco, è preparatissimo, lavora bene nel corso della settimana e cura ogni dettaglio nel preparare le partite. E’ un anno che non gioco, ma mi sento bene, non so quanto servirà per essere al top, ma importante è notare la crescita quotidiana”. -Quale la collocazione tattica preferita?- “L’importante -ha prontamente risposto Rossi- è essere in campo, gioco dove mi chiede il mio allenatore. Non fa differenza se 9, 9,5, 10. La nostra è una squadra giovane, con tanta voglia di crescere. Il campionato è lungo, si lotta e si deve sempre combattere”. -Ma sono arrivate anche altre proposte oltre a quella della Spal- “Si -ha detto l’ex azzurro- ma io volevo tornare in Italia, la mia seconda casa, dove sono arrivato quando avevo 12 anni e dove ho iniziato la carriera nelle giovanili del Parma e cresciuto come uomo, poi non potevo rinunciare alla proposta di tacopina”. -Curiosità perchè il numero 49 sulla maglia?- “E’ l’anno in cui è nato mio papà…”.

-Joe Tacopina si è poi soffermato sulla situazione, dopo la sconfitta con l’Alessandria- “Quando abbiamo iniziato questa avventura eravamo consapevoli delle difficoltà che ci aspettavano -ha esordito il presidente della Spal-. Molti giocatori sono arrivati tardi, serve tempo per forgiare l’identità di questa squadra, ma la troverà, anche grazie all’ottimo lavoro che sta svolgendo Clotet. Le mie ginocchia sono piene di ferite ma, se sono arrivato dove sono, è grazie a queste che mi hanno insegnato cosa fare. I conti si fanno a conclusione della stagione. E’ questo che a me interessa e sono convinto che alla fine festeggeremo insieme ai nostri tifosi. Condivido la delusione del momento. Nei loro panni, mi sarei lasciato scappare qualche fischio, dopo il ko con l’Alessandria. Non potrò mai criticarli, con tutto il sostegno che ci stanno garantendo. Lo sapete che a me non piace perdere, ma qualche sconfitta fa parte del gioco e va accettata”. -A questo punto pare però chiaro che, per evitare rischi, servono rinforzi- “A gennaio -ha tempestivamente, con fare molto convinto, risposto Tacopina- arriveranno due/tre giocatori importanti. Sono pronto ad intervenire. I miei tecnici sono già al lavoro. L’obiettivo fissato a inizio stagione sarà raggiunto. Non dobbiamo però mai scordarci che i nostri sono programmi a lunga scadenza”.

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