SPAL: per Rastelli è il momento delle scelte

Dopo cinque gare ha avuto modo di conoscere pregi, difetti e caratteristiche del suo organico

L’imprevisto, specie dopo l’impresa di Lecce, passo falso interno con l’Ascoli ha concluso la prima fase delle gestione Rastelli. Al termine di questo ciclo di partite, con frequentazione quotidiana del gruppo, per l’allenatore della Spal è giunto il momento di tirare le prime somme e fare scelte definitive. Con solo quattro gare alla conclusione della stagione regolare e in vista dei play-off non c’è tempo per tergiversare. Deve giocare chi lo merita. Le valutazioni vanno fatte a 360°, devono tenere in considerazioni tutti gli aspetti: tecnici, tattici, fisici e morali. In difesa, dopo la scelta, praticamente forzata, dello schieramento a quattro, pare opportuno tornare al consolidato vecchio sistema, a prescindere dal recupero di Vicari. Atteggiamento che garantisce maggior protezione a Berisha che, da quando è arrivato Rastelli, è riuscito a mantenere inviolata la sua rete solo nella prima gara della gestione dell’ex tecnico del Cagliari, quella con il Cittadella, coincisa con l’unico successo interno della Spal al Mazza del girone di ritorno. Una soluzione che, si è capito, consente anche di sfruttare meglio la spinta degli esterni, uno dei quali deve essere Sernicola. A centrocampo, Rastelli ha giustamente individuato in Viviani il perno, dal quale questa squadra non può prescindere, ovviamente tendo in debita considerazione la condizione fisico-atletica. Al suo fianco Mora, specie per quella personalità che è un limite nella maggioranza dei suoi compagni, non può essere messo in discussione. L’ideale sarebbe, sperando che la botta rimediata con l’Ascoli non comporti particolari problematiche, completare il settore con Valoti con licenza di proiettarsi a supporto di due attaccanti. Missiroli e Segre sembrano costruire rassicuranti alternative, mentre resta sempre un rebus l’involuzione di Murgia. Un’ipotesi che a prescindere dalle condizioni del capocannoniere biancazzurro è vincolata al recupero di Paloschi, Asencio e Tumminello, sperando che Floccari continui a fornire prestazioni sul ilvello di quelle offerte a Lecce e con l’Ascoli. Come sempre più evidente, proprio dall’apporto che arriverà dagli attaccanti ai quali ha dovuto, praticamente dal suo arrivo, rinunciare Rastelli, dipenderanno molte delle possibilità della Spal, prima di assicurarsi un posto in zona play-off, poi di guadagnare qualche posizione, infine di presentarsi alle roulette russa degli spareggi promozione con giustificate ambizioni. Non aver a disposizione veri punti di riferimento in zona gol ha inciso in modo vistoso nel rendimento interno. Molte delle cause dell’unica vittoria al Mazza del girone di ritorno, vanno ricercate proprio nelle difficoltà di far breccia nelle difese di avversari che, quando giocano in trasferta, si chiudono, ponendosi come primario obiettivo quello di limitare i danni. Sofferenze meno accentuate fuori casa dove, con il dinamismo dei piccoletti, specie Strefezza, oltre a Valoti quando utilizzato in posizione più avanzata e anche al rendimento, però troppo a corrente alternato di Di Francesco, si è riusciti a sopperire alla latitanza di un vero “9”. Una situazione che potrebbe diventare ulteriormente problematica nei play-off, quando trovare il gol con continuità diventerà indispensabile. In soccorso alla Spal arriva lo stop al campionato per i problemi con cui si sta confrontando il Pescara. Ci sarà più tempo per recuperare gli attaccanti. Prima però c’è superare lo scoglio della trasferta di Brescia, da dove la Spal dovrà tornare almeno imbattuta. Non sarà facile visto che Ayè e compagni si giocano le ultime carte per puntare ai play-off. D’altro canto la truppa di Rastelli è ben cosciente del fatto che un passo falso potrebbe dar spazio anche al rischio di andare verso la chiusura di una stagione che definire fallimentare sarebbe anche benevolo. Per questo il tecnico spallino dovrà affidarsi, solo ed esclusivamente, a chi lo convince sul piano della volontà e della determinazione, anche a costo di scelte dolorose.

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